Domenica, 1 Agosto 2021
Comunali Bari 2014

Comunali, le proposte di Petrelli: “Reddito sociale e sostegno alle famiglie sotto sfratto”

Il candidato sindaco di Alternativa comunista elenca le sue idee per la città. Per il rilancio della cultura? "Mettere insieme i giovani talenti che ogni anno sono costretti ad emigrare"

Giacomo Petrelli, lei è il candidato sindaco di Alternativa comunista. E’ la prima volta che il suo partito si presenta alle elezioni comunali. Come è nata la scelta della sua candidatura?

“Più che di una scelta si è trattato di una necessità. Gli altri candidati sono parlamentari, giudici, manager strapagati. Noi vogliamo rappresentare il mondo reale. Ci sono io, ma si sarebbe potuto trovare un qualsiasi altro lavoratore iscritto al nostro partito, un qualsiasi altro cassintegrato o disoccupato. Perché noi siamo quello, siamo i lavoratori, i disoccupati, i cassintegrati, ormai stufi di queste politiche bipartisan che ci stanno falcidiando tentiamo di fare politica”.

Stiamo chiedendo ai candidati sindaco di indicare quale sarà il loro impegno per una serie di questioni che riteniamo importanti per il futuro della città. Cominciamo con il rilancio del commercio:

“Per il rilancio del commercio un’opzione che tenteremo di mettere in pratica è quella di bloccare le aperture straordinarie dei centri commerciali, perché in principal modo sono loro che stanno falcidiando quello che prima era un settore fiorente di questa città, era la colonna portante della nostra economica”.

Un altro tema importante per la città è quello della mobilità sostenibile. Avete delle proposte?

“Abbiamo sentito, ad esempio, che all’Amtab c’è un buco di dieci milioni di euro. Noi siamo dell’idea che i principali protagonisti della gestione delle cose siano i lavoratori da un lato, e i fruitori del servizio dall’altro.  Per questo il nostro tentativo di migliorare il servizio e di poter rendere la città più fruibile dal punto di vista della mobilità sarà quello di dare in gestione queste ex municipalizzate appunto ai lavoratori e a chi fruisce dei servizi”.

Un problema molto avvertito dai cittadini baresi è quello della microcriminalità, e quindi della questione sicurezza. Secondo lei un sindaco cosa può fare in merito?

“La risposta è nei nostri punti di programma, ed è il reddito sociale. Non è esclusivamente così, però se qualche persona ha la ‘testa calda’, chiamiamola così, e ha la necessità di guadagnarsi da vivere, potrebbe commettere piccoli reati, che rimangono piccoli all’inizio e poi magari vanno ad espandersi. Facendo in modo che queste persone abbiano un reddito sociale, potremmo allontanare questo rischio e quelli che possono essere gli sviluppi ipotetici in qualsiasi città, non solamente di Bari”.

Questo suo discorso si collega ad un altro tema importante, quello dell’occupazione. Quali sono le vostre proposte?

“Le nostre proposte sono quelle che abbiamo fatto in pratica avantieri a Confindustria. Noi siamo stufi di sederci con i padroni, perché sono quelli che poi dicono ‘c’è la crisi’, ingrassano i loro portafogli con soldi pubblici, praticamente con i nostri soldi, attraverso investimenti a perdere perché in realtà poi la disoccupazione non è diminuita, anzi è aumentata in maniera spropositata. Noi  diciamo: se invece di finanziare uno per fare profitto,  utilizzassimo questi soldi per fare in modo che i lavoratori gestiscano i mezzi di produzione allora potrebbe essere una bella idea. Ad esempio vediamo che in altre parti del mondo, come in Argentina,  molte fabbriche autogestite non solo continuano a produrre, ma riescono a mantenere inalterati i livelli di occupazione”.

Lotta alla povertà e sostegno alle fasce sociali deboli. Quale può essere l’impegno per un sindaco?

“Io preferirei usare quei soldi che altri candidati vogliono destinare per cementificare ancora di più la città, per poter dar vita al reddito sociale per tutti, per poter sostenere coloro che al momento stanno subendo la crisi. Ad esempio tra i candidati sindaco c’è chi ha alzato la manina per dare sette miliardi e mezzo di euro alle banche, o per comprare dei cacciabombardieri. Allora quei soldi, che sono nostri e non sono né delle banche, né degli armatori, teniamoceli noi. ”

Un impegno per verde pubblico e riqualificazione delle periferie.

“Il nostro partito non pensa tanto alle cose. Siamo coscienti che stiamo subendo la crisi di sovrapproduzione più grande che l’uomo abbia mai conosciuto, e per questo qualsiasi nostro impegno sarà in questa direzione, cioè nella direzione delle persone. Infatti il nostro programma racchiude in modo essenziale i punti che vorremmo trattare: cioè il diritto alla casa, il diritto al lavoro, o il diritto al reddito. Noi siamo dell’idea di pensare a quelle 1500 famiglie che sono sotto sfratto per morosità incolpevole e alle quali siamo stati vicini in numerosi picchetti antisfratto. Noi faremo in modo di censire quegli immobili sfitti che vengono lasciati appositamente sfitti per far innalzare il prezzo dei fitti e li requisiremo per darli a queste famiglie”.

Ultima questione, la cultura. A Bari va rilanciata, sostenuta. Quali proposte?

“Gli altri candidati parlano di fare un assessorato, quindi di spendere soldi in maniera inverosimile per pagare una o più persone. Io sono dell’idea che questa città, così come tutto il meridione, sforni intellettuali a profusione. Basta vedere ad esempio  quelli che sono i neolaureati sono costretti ad emigrare al nord, ad esempio per poter insegnare. Io sono dell’idea che un bel po’ di soldi si possono muovere per tentare di consorziare queste persone, che sono le uniche che hanno gli strumenti adatti per poter fare cultura e lascerei fare a loro il rilancio della cultura nella città. Sarebbe bello mettere insieme tutte quelle persone che invece di qua scappano via”.

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