Mercoledì, 4 Agosto 2021
Comunali Bari 2014

Riccardo Riccardi, candidato al Comune con la lista civica Decaro Sindaco

Presentazione
Riccardo Riccardi, avvocato cassazionista, 55 anni, è candidato per il Consiglio comunale di Bari alle elezioni del 25 maggio con la lista civica Decaro Sindaco. Pur non essendo un professionista della politica, è da sempre abituato al confronto politico grazie al padre Lucio e al nonno Riccardo, entrambi di solide radici socialiste legate al mondo di Lombardi e di Pertini. Presidente del Consorzio di Riva dei Tessali, vive quella esperienza associativa e gestionale come un grande arricchimento, non solo sotto il profilo tecnico, ma anche sotto quello umano. «La famiglia e il lavoro hanno fatto un uomo che sa ascoltare, che ha a cuore la difesa dei diritti del prossimo e che è in grado di battersi per migliorare le condizioni di vita dei cittadini», spiega Riccardi.

Il perché della candidatura
«La candidatura con la lista civica Decaro Sindaco nasce dalla predisposizione naturale a risolvere i problemi del prossimo, per spirito di servizio. L'ho fatto perché ho riscontrato, nelle proposte comuni a tutti noi candidati partecipanti, una logica di innovazione e soprattutto un alto profilo etico», sintetizza il candidato al Consiglio comunale. «A Bari qualcosa è stato fatto per migliorare le condizioni di vita nelle periferie e per accrescere la qualità dei servizi, ma moltissimo resta ancora da fare per costruire una città in linea con quelle europee, obbiettivo che non può prescindere dal rilancio del suo centro vitale. Ho deciso, dunque, di impegnarmi in prima persona, con la stessa onestà intellettuale e la stessa costante responsabilità con cui negli anni mi sono dedicato alla famiglia, al lavoro, alle attività associative».

Tre proposte per il territorio
Riccardo Riccardi vuole fare di Bari una città europea. Per avvicinarla il più possibile agli standard ricercati punta su:
- Riqualificazione del centro partendo dal quadrato di piazza Umberto. Nella zona, infatti, è tangibile il malumore di chi vi abita e di chi vi lavora, sono visibili le serrande chiuse sulle vie limitrofe, le zone buie del parco che aumentano la percezione dei pericoli. Una misura concreta potrebbe ispirarsi all'esempio di via Paolo Sarpi, a Milano, ex ghetto cinese ora zona pedonalizzata e resa simbolo di un'integrazione corretta, con la regolarizzazione dei negozi intestati a cittadini stranieri.
- Energie rinnovabili e alternative, risorsa preziosa che tarda ancora ad essere impiegata. Pannelli solari ibridi potrebbero essere posizionati sui tetti degli edifici comunali che non hanno rilevanza storica e sulle scuole, non solo per fornire a queste elettricità e riscaldamento, ma per essere fonte di energia e guadagno per tutta la città. Restando aperte per 9 mesi in un anno, gli edifici scolastici potrebbero continuare a produrre energia nei mesi in cui non si tengono le lezioni e cedere quella accumulata.
- Tecnologia, wi-fi, informatizzazione e conseguente semplificazione burocratica. Da appassionato di tecnologia so bene che il progetto di offrire tutti i servizi via web "in un click" è cosa concreta, grazie a una rete a fibra ottica che Bari possiede già, in grado di abbattere i costi e di offrire servizi migliori ai cittadini e alle imprese. Un esempio per tutti, l'annuale rinnovo dei permessi ZSR e ZTL si può e si deve poter fare da remoto con un pc o uno smartphone e grazie a qualsiasi carta di credito e bancomat, perché andare a fare una coda allo sportello è una cosa che una città europea, quale deve essere Bari, non può più permettersi.

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