Comunali Bari 2014

Valentina Ferri, candidata al consiglio comunale nella lista Sinistra Ecologia e Libertà

Sono nata nel 1986, mi sono laureata a 23 anni nella facoltà di Scienze Politiche in Relazioni internazionali e l’anno scorso ho concluso un dottorato in “Economia della popolazione e dello sviluppo”. Ho fatto e faccio molte esperienze di ricerca partecipando a convegni internazionali con lavori di statistica economica, sociale e demografia. Sono in commissione d’esame di Statistica di Scienze Politiche, mi occupo dal 2012 di statistica economica e di statistica applicata all’istruzione nell’Osservatorio regionale dei Sistemi d’Istruzione e Formazione e ho appena terminato un Master in marketing territoriale. Da vent’anni a questa parte ho sempre fatto una lezione di danza classica o danze caraibiche al giorno, eccetto quest’anno. Ho scelto di rimanere a Bari e di mettere a valore tutto quello che ho imparato finora qui, nella mia città.

Ho voluto candidarmi perché sentivo la necessità di cambiare alcuni aspetti di Bari, sono precaria e conosco le difficoltà dei tanti che versano nella mia stessa situazione. Molti miei amici un lavoro non l’hanno mai avuto, non sanno cosa sia un contratto e alcuni non hanno potuto studiare… con loro non si parla di lavoro, è un tabù! Andare avanti con il punto interrogativo in testa è un sacrificio che non si può chiedere ancora a lungo a noi giovani e credo che anche l’amministrazione comunale, in tal senso, abbia delle responsabilità. E’ da sempre che studio il Mezzogiorno e le sue prospettive di sviluppo ed elaboro costantemente proposte. In particolare con il gruppo di Manifesto per Bari abbiamo studiato a fondo la città ascoltando la gente, proponendo soluzioni programmatiche e manifestando chiaramente le nostre idee. E’ con questo gruppo che abbiamo deciso di rappresentare alle elezioni amministrative ciò che abbiamo costruito insieme. Per i succitati motivi sono candidata in ticket con Leo Palmisano nella lista di SeL, perché con la doppia preferenza si può votare per entrambi e noi rappresentiamo un unico percorso che ha incluso tante persone, dai più  giovani ai meno giovani, tutti disposti a contribuire volontariamente al progetto, tutti disposti a sacrificare molto del loro tempo per portarlo avanti.
Sono fermamente convinta del fatto che Bari abbia bisogno di una svolta, tre proposte sono difficili da enucleare per questa città, perché credo che alcuni interventi non siano particolarmente costosi e si potranno realizzare solo con una sensibilità che le istituzioni sembra abbiano perso negli ultimi anni.

Proposte per il territorio:

Una città senza periferie urbane e sociali: creazione di spazi verdi che possano diventare punti d’aggregazione; una raccolta differenziata che arrivi al porta a porta (dove possibile) e un’adeguata illuminazione che possa prevenire fenomeni di criminalità, che aumenti la percezione della sicurezza. Progetti che contrastino la dispersione scolastica per non far sì che non continuino ad esserci quartieri ghetto. In città non é necessario costruire ancora, bisognerà riqualificare, si stanno formando delle periferie anche nelle aree centrali, lì bisognerà intervenire prima che diventino terra di nessuno.

Gli anziani dovrebbero essere inclusi attraverso politiche d’invecchiamento attivo: i pensionati sarebbero disponibili a fare volontariato (per es. occuparsi del verde e dei bambini) e questo li terrebbe impegnati e li farebbe stare in compagnia. Per loro sono necessari degli spazi in cui effettuare alcune attività e della cui manutenzione potrebbero occuparsene direttamente (per esempio le scuole in orari extra-scolastici). A lungo termine, con interventi di tal genere, il Comune risparmierebbe sulla spesa socio-sanitaria. Le anziane e gli anziani non devono rimanere soli!

Investimenti per la valorizzazione dei beni storico-artistici e organizzazione di eventi: Attraverso gli investimenti di cui sopra si realizzerebbe un circolo virtuoso, i turisti spenderebbero in maggior misura e soprattutto si creerebbero delle possibilità occupazionali negli esercizi di ristorazione, attività commerciali, strutture ricettive e beni culturali.

Sono convinta che per poter creare delle nuove possibilità occupazionali sarebbe opportuno premiare i nostri talenti e trattenerli qui, non si può spendere per formare giovani che alimenteranno circoli virtuosi nel resto del mondo. Una popolazione che invecchia perdendo i giovani più brillanti non potrà che raggiungere risultati lacunosi.

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