Grande Sud, Pignataro: "La priorità è rimettere in moto l'economia"

In passato capo di Gabinetto della Provincia di Bari, già una volta parlamentare, Rocco Pignataro è capolista alla Camera in Puglia: "Mi auguro di portare sempre con me le esigenze della mia terra"

Onorevole Pignataro cosa rappresenta per lei questa candidatura?

"Dopo la mia famiglia e la medicina, la politica rappresenta la mia terza passione: un amore a cui ho dedicato una parte cospicua di vita. Questa è la seconda volta che mi candido in Parlamento e mi auguro di portare sempre con me le esigenze della mia terra".

Lei è stato anche consigliere comunale e capo di Gabinetto alla Provincia di Bari. Cosa vorrebbe portare a Roma di queste esperienze?

"Il desiderio di servire il mio territorio, come sempre rimanendo coerente con i miei valori di riferimento tra quali l’onestà, la correttezza e la trasparenza. Tra le tante cose fatte in questi anni, sono orgoglioso di essere riuscito ad ottenere un finanziamento per garantire la cassa integrazione a cinquanta operai del pastificio Ambra. Oggi la gente richiede di non essere presa in giro ed ecco perché abbiamo bisogno di essere sempre rispondenti ai patti che sottoscriviamo con gli elettori".

Che impegni sente di voler assumere?

"In primis serve una seria riforma istituzionale nella direzione del monocameralismo. Negli Stati Uniti d’America esiste un numero di rappresentanti inferiore  all’Italia: è evidente che questo tipo di struttura parlamentare non tiene più e che dobbiamo ripensare la nostra architettura istituzionale".

Sui privilegi invece cosa dice?

"Possiamo mettere mano anche a quelli, ma senza fare demagogia. Chi sperpera denaro pubblico deve essere sanzionato, ma non sono dell’avviso che gli stipendi debbano essere ridotti. Lo possiamo fare perché è tempo di sacrifici, ma credo che il problema serio sia quello di razionalizzare i costi, evitando ogni tipo sperpero o privilegio. Un esempio? E’ impensabile che un deputato debba ottenere sconti aggiuntivi per servizi che non c’entrano con la propria attività istituzionale. Ma se si tratta di andare a Roma due o tre volte a settimana per lavoro, allora ben venga un sconto. Tuttavia qualora si vogliano revisionare le spese per i deputati, io sono favorevole".

Oltre alla riforma istituzionale?

"Io credo che dobbiamo rimettere in moto l’economia, specie al Sud. Quindi, semmai dovessi essere eletto, insieme al mio partito faremo una battaglia per rivedere quella camicia di forza chiamata patto di stabilità. Gli enti locali non sono oggi nelle possibilità di poter spendere quei denari che permetterebbero di aprire i cantieri. Le opere pubbliche sono fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese. Nel sud, in particolare, c’è bisogno di un grande investimento per rimettere in marcia settori collaterali che rischiano di chiudere".

Quante chance si dà di essere eletto?

"Parafrasando Kant dico che in me vige il pessimismo della ragione ma anche l’ottimismo della volontà, per cui mai dire mai…"

I sondaggi vi danno all’1.5-2%. Conferma le proiezioni?

"Diffido dai sondaggi anche se ammetto che siamo lì. Ma noto sul mio territorio un grande entusiasmo, pertanto vorrei essere più ottimista".

Che scenario pensa possa profilarsi al termine delle elezioni?

"Io credo che la forbice tra Bersani e Berlusconi sia molto ridotta, se è vero che siamo intorno al 3% allora ho tutte le ragioni per credere che si possa assistere ad un grande ribaltamento. Detto questo credo che Bersani e Monti abbiano siglato già un accordo e che quindi avranno i numeri per poter governare. Quello che mi chiedo è come Vendola possa sedersi in un governo con l’ex premier. Che affidabilità governativa garantisce questa unione? Spero ci sia una maggioranza capace di governare! Questo Paese non attende altro".

Ultima domanda: ma la rifarete la legge elettorale?

"Ce lo chiedono tutti, non se ne può fare a meno. Anche se va trovato un equilibrio perché non è detto che il sistema delle preferenze non contenga difetti. Questa volta, però,  per me non vale il porcellum. Sono capolista, quindi chi vota Grande Sud alla Camera vota me. Una volta mi è andata bene".

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