Elezioni Politiche 2013

Lista Monti, Piepoli: "In Parlamento per difendere i non protetti"

Intervista al docente barese candidato alla Camera: "Necessario recuperare uno spirito di solidarietà sociale per proteggere quanti sono senza lavoro, in primis i giovani"

Professore lei è candidato alla Camera per Scelta Civica, la lista guidata da Mario Monti. Cosa rappresenta per lei questa candidatura?
"Ho accettato la proposta che mi è stata formulata da Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, amico personale da oltre 30 anni. L’ho fatto perché mi sono reso conto che stiamo vivendo un momento drammatico e al tempo stesso cruciale della vita del Paese. Direi che oggi non si può più tornare indietro. L’ultimo anno di governo tecnico è stato di sicuro pieno di sacrifici, ma oggi sappiamo che questi hanno bisogno di essere accompagnati da misure per la crescita. Non possiamo permetterci di disperdere questi sacrifici  sotto la spinta di diversi populismi. Io credo che lo spessore personale e culturale di Mario Monti, unito alla sua credibilità internazionale, debba essere accompagnato e sostenuto. Oggi più che mai".

Ogni qualvolta si parla di elezioni vien fuori l’equivoco  del voto cattolico. Si dice “dove voterà la Chiesa?” quasi fosse un corpo unico, quando sappiamo che non è così. A partire dalla ‘Octogesima adveniens’ di Paolo VI è stato più volte ribadito che un’unica fede produce diversi orientamenti politici. In sostanza i fedeli sono liberi di votare chi desiderano. Lei è un cattolico impegnato. Cosa ne pensa?
"Sono d’accordo. Questo invocare la Chiesa in ogni dove è di sicuro sbagliato. L’esperienza ecclesiale vive nei vescovi ma anche nelle comunità locali. Il pluralismo politico è un dato irreversibile della nostra storia. Certo, ci si aggrega su ipotesi progettuali e sui programmi, tanto è vero che io non ho avuto nessuna difficoltà a lasciare il Pd nel quale ho militato per 5 anni, proprio perché  ho ritenuto che il grande ideale fondatore, ossia quello finalizzato a rimescolare le antiche culture di provenienza, si è rimpicciolito fino a diventare una esclusiva indicazione di una catena di comando che ha lasciato egemone solo la corrente diessina. Quindi credo che i cattolici esprimeranno il loro consenso con estrema libertà, anche se mi pare difficile che si possa dare ancora un voto a chi ha portato il Paese nel baratro, da cui Monti sta cercando di farci risalire. Bagnasco ha esercitato una funzione formativa importante quando ha invitato i cattolici ad andare a votare e a non astenersi. Un passaggio direi fondamentale".

Gli stipendi sono bloccati, l’inflazione galoppa. I ceti medi sono in sofferenza e la disoccupazione giovanile supera il 30%. Da dove ripartire?
"Dobbiamo iniziare a recuperare uno spirito di solidarietà sociale, che apra nuovi spazi ai non protetti che sono anzitutto i giovani senza lavoro, i precari e quanti si ritrovano senza occupazione perché licenziati. Io m’impegnerò personalmente su questi temi perché credo che sia urgente iniziarne a discutere in modo serio e approfondito. Ognuno faccia la sua parte. Diceva Moro: «Chi ha più filo da tessere, tessa»".

Patrimoniale. E’ favorevole?
"E’ un tema che vede disvelare continuamente ambiguità. Pensiamo al centrosinistra: Bersani per mesi ha sostenuto questa tesi e poi ha detto che la patrimoniale c’è già e si chiama Imu, cosa che Monti ha sempre affermato nel corso del suo governo. Una cosa è certa, in questi momenti di crisi è necessario ridistribuire i sacrifici in modo proporzionale alle risorse possedute. Questo è ben presente nell’Agenda Monti che punta a rafforzare la coesione sociale nel Paese".

Quale scenario si profilerà dopo le elezioni?
"Mi auguro che la posizione che si sta costruendo intorno a Monti abbia un suo riconoscimento significativo perché può rappresentare il baricentro d’intese che guardano all’interesse del Paese e non al particolare delle singole forze politiche in campo".
 

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