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Decaro non si nasconde dopo la sconfitta e rilancia: "Pd da rifondare"

Il sindaco di Bari e presidente dell'Anci fa l'analisi della sconfitta e invita a ripensare il partito: "Basta autoconservazione"

"Abbiamo perso" e "in queste ore sarebbe troppo facile sparare a zero sul segretario nazionale del Partito Democratico. E sarebbe inutile. É l'intero modello su cui il Pd si fonda che va smantellato". A parlare, dopo la netta sconfitta alle Politiche di ieri, é il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, che ha affidato a un messaggio sui social l'analisi del tonfo che ha terremotato il Partito Democratico e più in generale il centrosinistra italiano. Il segretario Dem, Enrico Letta, ha infatti annunciato un primo percorso che nei prossimi mesi porterà a un congresso e a una nuova leadership per ripensare il progetto progressista. 

Se il governatore pugliese Michele Emiliano ha affermato che "è avvenuto ciò che avevamo ampiamente previsto: con una intesa a livello nazionale tra Pd e M5S avremmo giocato tutta un’altra partita", Decaro, con un intervento ad ampio raggio, analizza così la sconfitta: "Ha perso il Partito Democratico - dice - Ha perso questa coalizione di centro sinistra. Ha perso l’idea di politica e di Paese che abbiamo proposto agli italiani. Abbiamo perso. E guai se l’analisi del voto, a qualsiasi livello, non partisse da queste due parole. Saremmo di fronte all’ennesimo stratagemma retorico per provare a giustificarci falsificando la realtà. Ha vinto, invece, l'idea di Paese del centrodestra. E quindi, come è giusto che sia in una democrazia, tocca a loro, adesso, governare".

"Il Partito Democratico - aggiunge - perde tutte le elezioni politiche nazionali dal 2008. Mentre nelle elezioni locali, non solo riesce a vincere, ma, soprattutto, riesce a tessere una relazione solida, coerente e responsabile con i cittadini. Sindaci e amministratori del PD governano il 70% dei Comuni italiani, e si dimostrano quotidianamente capaci di amministrare e di proporre un’idea politica seria. E le vittorie elettorali ne sono la conseguenza. Perché in quelle elezioni i cittadini hanno la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti e di chiedere loro conto, quotidianamente, di quello che promettono in campagna elettorale e di come lo realizzano una volta diventati amministratori".

"Questo meccanismo virtuoso di fiducia - rimarca - e controllo, nelle elezioni per il Parlamento salta completamente. E ci ritroviamo deputati e senatori che non sanno nemmeno trovare sulla carta geografica i paesi nei quali vengono eletti. Solo perché fedelissimi ai leader di partito, o a qualche capo-corrente. Contro questa stortura, che viola il principio base della democrazia rappresentativa, tradendo di fatto la volontà popolare, io da sindaco e da cittadino mi batterò con tutte le mie forze. Perché è uno dei sintomi più evidenti della malattia di una politica più propensa a preservare il potere dei dirigenti che a dialogare con i cittadini e a vincere le elezioni. Si torni alle preferenze e lo si faccia subito. Questa deve essere la prima battaglia che il Partito democratico deve intraprendere nei prossimi mesi".

Il sindaco di Bari attacca anche l'attuale 'struttura' del Pd: "Basta con i capi corrente che fanno e disfano le liste a propria immagine e somiglianza. Basta con questo esercizio del potere per il potere. Basta con l’autoconservazione come unico scopo della politica. O saremo capaci, finalmente, di azzerare questi meccanismi perversi e di ritornare a parlare alle persone, oppure la sconfitta perpetua alle elezioni politiche sarà il nostro ineluttabile destino".

"In questo scenario - aggiunge -, il risultato barese potrebbe oggi farmi pronunciare la classica frase da talk show del giorno dopo: 'Il Pd ha retto'. Ma voi mi conoscete. Non è questo il mio stile. Non è questa la mia idea di politica. Io, come sempre, quando vi incontro per strada voglio potervi guardare negli occhi. E potervi parlare in faccia. Con il rispetto, reciproco, che tra noi c’è sempre stato. E quindi non posso che riconoscere, anche qui a Bari, la nostra sconfitta. Per trarre da essa insegnamento, metabolizzarla e andare avanti".

"Permettetemi, però, di ringraziare - sottolinea - due persone, che in queste settimane hanno messo testa e cuore in questa avventura: la professoressa Luisa Torsi e Michele Abbaticchio. È stato per me un onore essere al loro fianco, fino all’ultimo giorno, pur consapevole che stavamo affrontando una sfida impossibile. Ma credo che gli elettori meritassero coerenza e lealtà. Fino in fondo.I Infine, i miei auguri più sinceri di buon lavoro al senatore Melchiorre, che è stato a lungo consigliere comunale di Bari e al deputato Bellomo. Spero possano rappresentare al meglio la nostra città in Parlamento. E auguri a tutti i parlamentari eletti in Puglia" ha concluso il sindaco.

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