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L'analisi di Emiliano dopo il flop elettorale del Pd: "Assieme al M5S sarebbe stata partita diversa"

Il governatore e i numeri usciti dalle urne: "In Puglia, dove governiamo la Regione insieme, Pd e M5s alla Camera raggiungono il 50,45% dei voti, superando il Centrodestra unito che si attesta al 41,09%"

La pesante débâcle del Centrosinistra uscita dalle urne Politiche di ieri, ha aperto nel Partito Democratico il 'vaso di Pandora' delle analisi post voto e di come valutare responsabilità e conseguenze di un fallimento numerico sia per quanto riguarda i voti che per il numero effettivo di parlamentari eletti.

A vivisezionare il risultato c'è anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano, che in un post su Facebook, offre i complimenti a chi si è aggiudicato le elezioni: "Faccio le mie congratulazioni  - scrive in una nota - ai vincitori di questa campagna elettorale e in particolare a Giorgia Meloni, prima donna alla guida di un partito di maggioranza relativa, alla sua coalizione e a tutti i parlamentari neoeletti pugliesi a cui auguro buon lavoro”. 

Nell'analisi del voto, Emiliano spiega che "è avvenuto ciò che avevamo ampiamente previsto: con una intesa a livello nazionale tra Pd e M5S avremmo giocato tutta un’altra partita. In Puglia, dove governiamo la Regione insieme, Pd e M5s alla Camera raggiungono il 50,45% dei voti, superando il Centrodestra unito che si attesta al 41,09%. Non abbiamo ottenuto la maggioranza dei seggi in Parlamento ma, come coalizione di governo della Puglia, manteniamo salda la maggioranza dei voti espressi dai cittadini". 

"Il Pd pugliese - fa notare Emiliano - , che alle precedenti elezioni politiche del 2018 alla Camera, prese il 13,68%, oggi cresce di 3,14 punti percentuali arrivando al 16,82%. Il M5S pur perdendo 16,98 punti percentuali rispetto al 2018, oggi è primo partito in Puglia con il 27,96% dei voti. Il Pd pugliese con il 16,82% registra il miglior risultato tra tutte le regioni del Sud Italia e questo vale anche per il risultato di coalizione del centro sinistra. Il fatto che sia comunque sotto la media nazionale è una costante di tutte le elezioni politiche (2008, 2013, 2018), con la differenza che in questa tornata elettorale il Pd in Puglia cresce del 3,14% rispetto alla precedente".

"Nei collegi pugliesi il Pd - aggiunge - migliora il risultato del 2018 e, tra le città dove si registra una maggiore crescita, ci sono Lecce con il 21,71% (2,5% più del dato nazionale, 4,94% in più del dato 2018) e Bari città che raggiunge il 19,33%. Lavorando quotidianamente insieme con il Pd e il M5S, posso dire che queste due forze politiche sono unite da punti programmatici che hanno una impostazione progressista e democratica: realizzare politiche inclusive, capaci di coniugare sviluppo economico e attenzione alle fasce più deboli della popolazione; portare a compimento la transizione energetica, tema particolarmente sentito anche con riferimento alla decarbonizzazione dell’ex Ilva; superare il divario Nord-Sud come chiave di rilancio del Paese. Questo lavoro comune già è una realtà in Puglia. Spero che attraverso il dialogo e il confronto sui contenuti si possa avviare un cammino costruttivo anche a livello nazionale”.

Lacarra: "Il Pd in Puglia migliore rispetto al resto del Sud"

Anche il segretario Dem Puglia, Marco Lacarra, ha commentato l'esito elettorale: “In Puglia l’analisi del voto  - dice - deve partire come sempre da un confronto con il risultato ottenuto in occasione delle politiche del 2018. Il PD nella nostra terra cresce di tre punti percentuali e nelle grandi città di Lecce e Bari ottiene una percentuale di consensi superiore alla media nazionale. Peraltro, il PD in Puglia ha raggiunto il risultato migliore tra quelli del Mezzogiorno. Non è un mistero che la coalizione della Puglia che governa la nostra regione e la stragrande maggioranza dei suoi Comuni non abbia trovato nel quadro delle coalizioni che si sono presentate alle politiche un blocco in cui riconoscersi pienamente. Questo ha prodotto una inevitabile frammentazione dell’elettorato del centrosinistra pugliese su più forze politiche. Di fatto sancendo che le forze che hanno la maggioranza in Regione prendono più voti del centrodestra" conclude Lacarra.

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