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Tap, Ilva e rifiuti: 6 aspiranti governatori al confronto da Legambiente

Dibattito nella sede regionale dell'associazione tra Emiliano, Schittulli, Poli Bortone, Laricchia, Rossi e Mariggiò: differenze sostanziali su energia e piano paesaggistico. Unico assente, Rizzi (Alternativa Comunista)

Tap, Ilva, rifiuti, depuratori e tutela del paesaggio: il confronto a 6 tra i candidati alla presidenza della Regione Puglia si sposta da Legambiente dove si è parlato di temi vicini alla quotidianità dei cittadini. Differenze di vedute non troppo evidenti sull'Ilva, più nette sulla gestione dei rifiuti, quasi inesistenti sulla Tap e no assoluto alle trivellazioni in Adriatico. Tra gli aspiranti governatori non c'era solamente Michele Rizzi (Alternativa Comunista). Tre minuti a testa e una (chiassosa) clessidra virtuale a fermare i candidati.

Michele Emiliano, giunto con un po' di ritardo, ha puntato l'accento sul recupero delle acque per riutilizzarle in agricoltura, mentre sulla questione rifiuti, guarda alle biomasse e all'utilizzo dell'immondizia come fonte di approvigionamento energetico, cercando un equilibrio senza utilizzare combustibili fossili. Concetto opposto, invece, per Antonella Laricchia (M5S) e Riccardo Rossi (L'Altra Puglia): la prima ritiene indispensabile il rispetto delle '3 R' indicate dalla Ue, ovvero riduzione, riciclo e riuso dei rifiuti, occasione per incrementare anche l'occupazione giovanile, mentre per il ricercatore dell'Enea la strategia è rifiuti zero con attenzione ai danni causati dalle discariche e al rispetto dell'ecotassa per i Comuni inadempienti.

Differenti le posizioni nel centrodestra: Poli Bortone è favorevole a mini-termovalorizzatori, mentre Schittulli vorrebbe un meccanismo di premialità per le amministrazioni cittadine più virtuose. Sul tema dei depuratori, unanime la necessità di monitorarli e controllare i criteri per lo scarico a mare, come segnalato da Gregorio Mariggiò (Verdi) che ha citato la vicenda di Manduria, i cui dati degli abitanti del comune sarebbero stati gonfiati per permettere il reflusso delle acque sporche nello Jonio. 

Piano paesaggistico e consumo dei suoli hanno visto, invece, posizioni divergenti: Emiliano ha richiamato la collaborazione tra istituzioni e cittadini, anche attraverso il primo provvedimento che intenderà adottare se sarà presidente, ovvero una legge per la partecipazione attiva tout-court dei pugliesi, Laricchia e Rossi chiedono invece impatto zero e riutilizzo, Schittulli un confronto anche col mondo imprenditoriale e Poli Bortone il non abbattimento in alcuni casi ben precisi (per contrastare l'emergenza abitativa).

Scottante il tema Tap: nessuno si pronuncia per il sì, ma lo spettro delle opinioni va dal no assoluto di Laricchia, Rossi e Maruggio, al no a San Foca di Emiliano, fino alla concertazione (con possibili benefit) proposta da Schittulli per i Comuni propensi per il sì. Sul grande siderurgico tarantino, invece, l'ex sindaco di Bari, propone la chiusura solo in caso di 'piano B', mentre la candidata portavoce del M5S (assieme a Rossi) propone una riconversione dell'area investendo il danaro in apposita formazione degli operai, guardando a turismo e bellezze naturali.

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