Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

"Nessun endorsement a Salvini", Emiliano dopo le polemiche per l'elogio al leader della Lega: "L'ho incoraggiato per il suo sforzo nel sostegno a Draghi"

Il presidente della Regione chiarisce il senso delle sue dichiarazioni, che hanno provocato non poche critiche: "Ho portato innanzitutto un saluto al segretario di un partito che fa parte della maggioranza con il Pd M5S e la sinistra"

Le parole di elogio a Matteo Salvini? "Nessun endorsement", ma un incoraggiamento a proseguire nello sforzo "per portare la sua cultura dentro il governo Draghi". Dopo le dichiarazioni sul segretario della Lega che hanno provocato non poche critiche e polemiche, Emiliano torna sul punto cercando di spiegare il senso delle sue parole.

Il presidente della Regione è intervenuto in collegamento durante la trasmissione 'Controcorrente' su Retequattro (in cui era ospite anche Salvini): "Innanzitutto ieri - ha detto Emiliano - ho portato a nome della Regione un saluto istituzionale al segretario di un partito che fa parte della maggioranza con il Pd M5S e la sinistra. Siccome il segretario di questo partito ha fatto uno sforzo molto complesso dal punto di vista politico per portare la sua cultura dentro il governo Draghi, l'ho incoraggiato ad andare avanti. Questo non è un endorsement a favore di Salvini, perchè io non sono leghista e Salvini non poteva certo equivocare, ma quando il segretario di una forza politica che fino a qualche mese fa aveva posizioni molto diverse sull'euro e l'Europa e sullo stesso Draghi, fa uno sforzo di questo genere, tutti questi elementi per il Pd sono o non sono un buon risultato?". 

Il governatore pugliese era già tornato sulle sue dichiarazioni nel corso di un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. "Sono un convinto sostenitore di Draghi. Il mio elogio a Salvini? Lui ha preso un partito xenofobo, antieuro, antieuropeista, omofobo, con l'utilizzo disinvolto persino di elementi religiosi. Ha spostato la Lega su una posizione completamente diversa, anche grazie al Pd, che deve rivendicare questo ruolo. Salvini va incoraggiato a lasciare le posizioni estremiste. Infatti, quando Orbàn viene a Roma, non vede lui ma la Meloni. Il Pd è riuscito a costringere il suo principale avversario ad accogliere quasi tutte le proprie posizioni". 

"Nella mia dichiarazione - ha detto ancora Emiliano - gli ho detto che ci sono cose su cui ancora non siamo d'accordo. Anche sulla xenofobia e l'omofobia la Lega è in grandissimo ritardo - prosegue - Ma sta cambiando, ha fatto un salto di elaborazione politica. Come, stando al governo con Draghi, è dovuta cambiare sull'euro e sull'Europa". "Io ho a cuore l'umanità. Il M5S pugliese, vicinissimo al presidente Conte, altro grande ispiratore dopo Letta e Draghi, ha con noi un programma su cui non ci sono punti di attrito. Il nostro reddito di dignità è molto più evoluto, ad esempio, del reddito di cittadinanza".  "Io da ragazzo sono stato iscritto al Pci e ho sempre votato comunista. Bado alle scelte di fatto, non alle tessere - conclude - L'errore storico delle sinistre è stato sempre pensare che l'umanità debba adattarsi ai nostri ideali e ai nostri sogni. Invece bisogna costruirlo, il cambiamento: è un lavoraccio, eh, ma qualcuno deve farlo".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Nessun endorsement a Salvini", Emiliano dopo le polemiche per l'elogio al leader della Lega: "L'ho incoraggiato per il suo sforzo nel sostegno a Draghi"

BariToday è in caricamento