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Scuole in Puglia, Emiliano soddisfatto: "Tar ha legittimato la didattica integrata digitale"

Il commento del presidente della Regione sulla decisione dei giudici amministrativi, chiamati ad esprimersi sulla prima ordinanza regionale, che a fine ottobre disponeva la chiusura delle scuole: "Il Tar non ne ha affatto intaccato legittimità, ne ha solo rilevato inefficacia perché emanata prima dell’ultimo dpcm"

Si dice "soddisfatto dell’ordinanza cautelare del Tar di Bari" il presidente della Regione, Michele Emiliano. Il commento del governatore arriva dopo il pronunciamento dei giudici amministrativi, chiamati a decidere sul ricorso contro l'ordinanza regionale 407, con cui lo scorso 28 ottobre la Regione aveva chiuso le scuole, ad eccezione di quelle dell'infanzia. 

Il Tar ha in sostanza dichiarato "improcedibile la richiesta di sospensione cautelare dell’ordinanza n. 407/2020", ritenendo la stessa superata dal Dpcm del 3 novembre e dalla successiva ordinanza regionale che ha riaperto le scuole lasciando ai genitori la possibilità di richiedere la didattica a distanza. Per i giudici quest'ultima ordinanza resta dunque valida sino al 3 dicembre.

"Sono molto soddisfatto dell’ordinanza cautelare del Tar di Bari che ha legittimato la Didattica integrata digitale anche nelle scuole del ciclo primario come disciplinata dall’ordinanza n. 413 attualmente in vigore ", commenta Emiliano, ricordando che "Con questa ordinanza è infatti consentito, su richiesta delle famiglie, di contemperare il diritto allo studio con il diritto alla salute degli studenti e delle loro famiglie". "Con l’Ordinanza 413 la scuola deve mettere a disposizione di tutti gli alunni la Did, per rispettare il diritto di chi ne fa richiesta".

"Ci tengo a precisare - aggiunge Emiliano - che il Tar non ha affatto intaccato la legittimità della precedente ordinanza (la 407) avendone rilevato esclusivamente la sopravvenuta inefficacia perché emanata prima dell’ultimo dpcm. La questione è puramente tecnica. La Regione Puglia, anche dopo l’emanazione del nuovo dpcm, mantiene pieno il potere di tutelare la salute pubblica con provvedimenti temporanei che possano riguardare anche la scuola, come ha già fatto in concreto con l’ordinanza 413 attualmente vigente. Il dpcm può quindi essere derogato dai Presidenti di regione con provvedimenti più restrittivi. Lo spirito di collaborazione col Ministero della pubblica istruzione e la stretta osservanza del diritto - conclude - ci ha portato ad una buona soluzione che nel dialogo tra le parti potrà essere ulteriormente migliorata”.
 
L’Avvocatura regionale spiega inoltre che “l’attuale ordinanza 413/2020, ai fini della riduzione del rischio di diffusione epidemica,  consente infatti - per il primo ciclo di istruzione - la didattica integrata a distanza alle famiglie che ne facciano richiesta, precisando che agli studenti che hanno chiesto la didattica digitale integrata non può essere imposta la didattica in presenza,  e che l’eventuale assenza deve sempre considerarsi giustificata. Il Tar ha considerato che l’ordinanza attualmente vigente n. 413/2020 è stata resa – a seguito di una nuova istruttoria- sul presupposto della sopravvenuta disciplina prevista dal DPCM 3 novembre 2020 e sulla base della valutazione della situazione epidemiologica nella Regione Puglia aggiornata. Il Tar ha, infine, rilevato che le nuove prescrizioni regionali - efficaci dal 7 novembre al 3 dicembre 2020 - non sono state oggetto di contestazione a mezzo di motivi aggiunti e, pertanto, ha ravvisato i presupposti per la declaratoria di improcedibilità dell’odierna domanda cautelare essendo le misure urgenti adottate dalla Regione Puglia per contrastare l’emergenza epidemiologica Covid-19 ora disciplinate dal nuovo provvedimento”.
 

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