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Politica

Emiliano: "Subito taglio degli stipendi. No alle trivellazioni dell’Adriatico"

Il neogovernatore: "Impugneremo le autorizzazioni concesse alle multinazionali del petrolio". E poi: "In giunta sette assessori"

Stipendi dei consiglieri regionali ridotti e assimilati a quelli dei sindaci delle città metropolitane; lotta dura contro le trivellazioni al largo di Polignano e assemblea permanente di tutti candidati consiglieri quale organo consultivo con cui il Presidente si confronterà sull’operato del governo nel corso dei prossimi mesi. Sono alcune delle proposte lanciate ieri dal neogovernatore Michele Emiliano durante l’assemblea che ha riunito tutti i candidati consiglieri a Palese. L’ex sindaco di Bari ha inoltre confermato l’intenzione di eleggere sette assessori e non dieci come preannunciato nei giorni scorsi. Una operazione che comunque non permetterà ad Emiliano di traguardare l’obiettivo della parità di genere e per la quale si dice pronto a modificare lo statuto regionale sin dai primissimi giorni di lavoro. Sempre nel corso dell’assemblea, Emiliano ha ribadito la sua intenzione di assegnare una delega ad ogni consigliere della maggioranza e la volontà di ridurre l’indennità di almeno 3mila euro (passando così da 8 a 5mila) per ogni componente dell’aula consiliare. Una riduzione che, nei piani del vincitore dello scorso 31 maggio, riguarderà anche gli assessori.

Entro sabato prossimo saranno proclamati i 50 eletti, dopodiché si procederà con la definizione della squadra di governo che, quasi certamente, si insedierà entro i primi 5 giorni di luglio. Ma nella riunione svolta al Parco di Principi, l’ex sindaco di Bari annuncia le questioni che animeranno il dibattito politico tra Regione e Roma.

In particolare, non mancheranno frecciate contro l’attuale Capo del Governo, Matteo Renzi, a partire dalla volontà di “impugnare le autorizzazioni concesse alle multinazionali del petrolio”  in ordine alle trivellazioni che si dovrebbero svolgere nel Mar Adriatico, compresa la zona al largo di Polignano. Senza dimenticare il capitolo scuola e il nodo inerente la costruzione Tap. Insomma, le questioni sul tavolo sono molteplici e l’impressione è che non mancherà un fuoco di fila incrociato tra la Puglia e Roma, con Emiliano alfiere delle rivendicazioni del mezzogiorno. Siamo solo all’inizio.  

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