Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Fallimento AS Bari, la replica dell'opposizione: "Dal sindaco polemica strumentale"

Dopo la querelle nata a seguito del mancato accordo del Consiglio Comunale di giovedì sera, l'opposizione di centrodestra risponde alle critiche del sindaco Emiliano. Sarcastico e duro il commento del coordinatore Cea: "Emiliano sceriffo con la pistola a salve. Al loro gioco non ci stiamo"

Sono bastati pochi giorni alla miccia per prendere definitivamente fuoco: a distanza, infatti, di soli quattro giorni dalla querelle fra sindaco Emiliano e opposizione nata in seguito al mancato accordo del Consiglio Comunale di giovedì relativo all'istanza di fallimento del Bari Calcio, la replica dei consiglieri di centrodestra non è tardata ad arrivare. In mattinata alcuni esponenti dell'opposizione, capeggiati dal coordinatore Domenico Cea, hanno infatti chiarito la loro posizione in merito alle affermazioni del sindaco Emiliano che aveva definito 'pilatesco e incredibile' l'atteggiamento assunto nel Consiglio Comunale. Questo quanto ribadito stamattina dai consiglieri rappresentati da Cea: "Iniziamo col dire che prima che venisse presentato in Consiglio il punto relativo alla discussione sull'istanza di fallimento dell'AS Bari, i capigruppo degli schieramenti non si erano accordati in merito e quindi questo argomento non sarebbe dovuto proprio arrivare in sala. In secondo luogo, c'era una totale mancanza di elementi che potessero introdurci in modo adeguato nella vicenda e in terzo luogo tengo a sottolineare la non competenza del Consiglio Comunale in quanto l'ipotesi transattiva che si voleva discutere è una prerogativa della Giunta. A questo si aggiunga, cosa di non poco conto, che alcuni consiglieri di centrosinistra erano già usciti dall'aula perché non volevano discutere questo punto. Detto ciò, mi aggancio alle parole del sindaco che ci ha definiti 'pilateschi' e affermo che il comportamento del centrosinistra è stato ancora più pilatesco in quanto credevano che, nonostante l'abbandono della sala di alcuni loro consiglieri e la mancanza del numero legale necessario per le votazioni, noi rimanessimo lì per raggiungere il quorum necessario allo svolgimento del voto. Noi a questo gioco non ci stiamo perché riteniamo che per un argomento così delicato, come lo ha definito Emiliano, o vota l'intero Consiglio con i suoi quarantacinque membri oppure non ci va bene votare in una situazione di frammentazione nella quale quando fa comodo si resta in aula e viceversa". A ribadire il concetto anche il consigliere Pdl Angelo Delle Fontane: "A mio avviso l'assenza di alcuni consiglieri di centrosinistra è stata strategica e studiata in quanto uscendo abbiamo notato che alcuni rappresentanti di spicco della maggioranza erano fuori dall'aula. Credo che questo sia stato fatto perché la loro assenza non ha permesso di portare avanti il discorso relativo alla votazione visto che forse con questi 3-4 esponenti la discussione avrebbe potuto avere seguito. Quindi ci siamo chiesti per quale motivo avremmo dovuto dare noi il supporto su una questione che, oltretutto, non era di nostra competenza ma di competenza della Giunta". A commentare la vicenda anche altri due esponenti dell'opposizione, Massimo Posca e Costantino Monteleone: "Volevo solo sottolineare - dice Posca - che questa decisione di portare in Consiglio l'istanza relativa al fallimento del Bari è stata presa proprio quando in aula era presente Antonio Matarrese: a mio avviso, c'è un atteggiamento malignamente persecutorio nei loro confronti". "Credo che la questione sia meramente strumentale - aggiunge Monteleone - perché inizio a pensare che Emiliano abbia paura di approvare questa delibera. Mai in passato il sindaco ci ha chiamati in causa quando ha firmato protocolli d'intesa e transazioni varie. Perché ora sente questa necessità?". A chiudere ci pensa ancora il consigliere Cea con un mix di sarcasmo e fermezza: "Mi viene da dire, volendo fare una battuta, che Emiliano sia uno sceriffo con una pistola a salve....Noi, comunque, auspichiamo che si trovi la giusta soluzione in merito sperando di non arrivare al vergognoso gesto del deposito dell'istanza di fallimento della società. Chiudo con una nota nei confronti del sindaco: ci fa pentire di essere stati fin troppo buoni con lui, nella fattispecie mi riferisco al fatto che non abbiamo pigiato sull'acceleratore nella vicenda relativa all'approvazione della delibera nonostante la presenza\assenza di alcuni assessori dotati del dono dell'ubiquità...Non chiediamo a Emiliano riconoscenza, visto che secondo noi il concetto di riconoscenza politica non gli appartiene, ma chiediamo solo rispetto e la possibilità di lasciarci svolgere regolarmente il nostro lavoro di opposizione".
 

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