Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

FdI, Gemmato sulle ultime dichiarazioni di Monti: “Prima i tagli alla scuola pubblica, ora questa ulteriore grave offesa!”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

“Il Professor Monti dovrebbe stare attento a certe sue ‘uscite’, la sua credibilità è già in forte rischio, se poi si mette a programmare riforme del calendario scolastico che prevedono un solo mese di vacanza, la sua impopolarità non potrà che crescere”.

Si è espresso così, in una nota, il Consigliere Comunale di Bari e capolista alla Camera dei Deputati con  Fratelli d’Italia Marcello Gemmato in riferimento all’ultima dichiarazione del Premier uscente Mario Monti, il quale ha, appunto, dichiarato, di voler ridurre le vacanze estive per la scuola dell’obbligo ad un solo mese.

“Mario Monti è mai stato in Puglia, in Calabria o in Sicilia a Luglio? - ha continuato Gemmato- Il Sud e tutte le Città d’Arte italiane vivono soprattutto di turismo in quei periodi dell’anno, turismo che sarebbe compromesso da una scelta del genere! Forse non sa, Monti, che esistono altre strutture dove i genitori possono lasciare i figli quando ancora lavorano. L’obiettivo della scuola non è quello di dare un ‘posto’ ai ragazzi che non sanno dove altro andare! La scuola deve essere formativa e una riforma del calendario scolastico è una cosa seria che non può essere fatta senza un’analisi approfondita e senza una differenziazione, anche minima, tra i diversi territori della Penisola.

Inoltre- ha continuato Gemmato-  il Professore non spiega la cosa più importante, ovvero come debbano essere impiegate tutte queste ore curriculari in più, lasciando piena autonomia di scelta alle scuole. A questo punto mi chiedo se sia davvero una proposta ponderata o, piuttosto, una delle solite ‘trovate’ per far parlare di se”.

E ancora: “ Ci dovrà, poi, spiegare il Professore, come intenda coadiuvare questa proposta con le necessità degli insegnanti, una categoria già fortemente penalizzata dalle sue riforme che non penso accoglierà di buon grado la scelta di lasciare aperte le scuole undici mesi l’anno. In questo modo avremmo solo dei docenti sempre meno motivati e, quindi, sempre meno motivanti nei confronti delle giovani generazioni.

Dopo i tagli – ha concluso-mi pare che siamo dinanzi ad un’altra, ennesima, offesa alla scuola pubblica!”.

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