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Gestione Fiera del Levante, il centrodestra: "Stop al commissariamento, sì a vero rilancio"

I consiglieri comunali Carrieri, Melchiorre e Romito chiedono la "ricostituzione degli ordinari organi societari e un presidente di comprovata esperienza nel settore"

"Non ci stiamo a devastare uno degli asset strategici dello sviluppo economico della Città e dell’Area Metropolitana barese": i consiglieri comunali di centrodestra, Fabio Romito, Giuseppe Carrieri e Filippo Melchiorre chiedono "di fronte a una situazione cosi’ disastrosa e catastrofica" l’immediata" ricostituzione degli ordinari organi societari della Fiera del Levante, un presidente di comprovata esperienza nel settore; un consiglio di amministrazione qualificato, competente e indipendente dalla politica". I tre esponenti dell'opposizione hanno incontrato i giornalisti all'ingresso del quartiere fieristico: "E’ dal 2015 che si parla inutilmente dell’imminente costituzione di una nuova società per la gestione delle fiere baresi - affermano - tra la Camera di Commercio di Bari e la Fiera di Bologna. Una scelta profondamente sbagliata, che da sempre abbiamo contrastato. E’ poi da Marzo 2016 che la Fiera del Levante è ormai stata illegittimamente commissariata dal presidente Emiliano, in violazione clamorosa dello statuto della Fiera e in danno dei soci, Comune e Città Metropolitana. Dalle prime settimane del 2017, conosciamo, inoltre e finalmente, i risultati di bilancio (del 2015) che riporta una perdita secca di 3 milioni e 300 mila euro e debiti per oltre 16 milioni di euro.

"In tutto questo - proseguono - la Fiera del Levante continua a essere gestita dal solo commissario regionale (il sub commissario D’Amelio si è infatti recentemente dimesso), che è anche dirigente della Regione Puglia e quindi gestisce la Fiera nei ritagli di tempo e in solitudine, dimenticando di intercettare una parte dei finanziamenti erogati alle fiere italiane dal Governo nel 2016 (circa 35 milioni di euro). Un commissario che non ha competenze specifiche in tema di gestione fieristiche e che siamo (purtroppo) certi presenterà risultati di bilancio 2016 ancora una volta deficitari".

"Chiediamo poi che questa nuova dirigenza costituisca una newco pubblico/privata (sul modello delle maggiori fiere nazionali e internazionali) per la gestione delle fiere baresi  tra banche locali, imprenditori del territorio, confederazioni, fondazioni, enti locali. Magari chiamando questa nuova società: Fiera del Mediterraneo e della Green Economy, perché pensiamo che ci sia lo spazio in Italia e nel Mediterraneo per una Fiera specializzata nella economia verde, con esposizioni mensili in tema di riciclo dei rifiuti, energie rinnovabili, bioedilizia, biomasse, biocarburanti, efficienza energetica, trattamento delle acque, etc. Una Fiera che sia anche incubatore e propulsore di start up giovanili in questi settori, in collaborazione con le università pugliesi. Una Fiera, inoltre,  che stipuli alleanze sinergiche con le migliori realtà fieristiche nazionali (Verona-Rimini) e se possibile internazionali (Francoforte)". I consiglieri, a tal proposito, hanno presentato al bilancio metropolitano e comunale specifici emendamenti per consentire la partecipazione finanziaria iniziale al progetto sia del Comune che della Città Metropolitana: "La Fiera - concludono - è un pezzo di storia e un pezzo di sviluppo fondamentale del nostro territorio, ed è inammissibile che sia stata ridotta, da chi governa Bari e la Puglia da 13 anni, in questo modo. Noi vogliamo salvarla".

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