Fuochi per la scarcerazione di Parisi, Distaso: "Erano prevedibili, andavano fermati"

Il deputato dei Conservatori e Riformisti su quanto accaduto ieri davanti al carcere, dove fuochi d'artificio sono stati fatti esplodere per 'festeggiare' la scarcerazione del boss di Japigia: "Ci si indigna per l'immagine della città data, ma la vera indignazione dovrebbe essere per non aver evitato un evento “pubblico” che racchiude un messaggio negativo"

"Della scarcerazione e del ritorno a Bari del boss Savinuccio Parisi ne era a conoscenza, praticamente, l’intera città per aver appreso la notizia anche attraverso i mass-media. Per questo è indubbio che ne fossero a conoscenza anche e soprattutto le forze dell’ordine e la magistratura che con un minimo di conoscenza degli usi e costumi della malavita organizzata avrebbero dovuto prevedere i “festeggiamenti” per il ritorno del boss a casa nel più classico dei modi: i fuochi di artificio. Così è stato, nel cuore della città, a due passi dal carcere. E ora ci si indigna per l’immagine che viene data della città capoluogo di Regione, governata proprio a livello regionale da un pubblico ministero che a destra e manca impartisce  lezioni di legalità. La vera indignazione dovrebbe essere invece  per non aver evitato un evento “pubblico” che racchiude un messaggio negativo: si possono sfidare le Istituzioni con metodi illegali e mafiosi".

Così in una nota il deputato dei Conservatori e Riformisti, Antonio Distaso, sull'episodio avvenuto ieri sera nei pressi del carcere, dove fuochi d'artificio sono stati fatti esplodere per 'festeggiare' la notizia della scarcerazione del boss di Japigia, Savino Parisi.

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"Che la situazione di escalation della criminalità a Bari fosse a livelli allarmanti - prosegue Distaso - anche perché  si avverte la mancanza di un clima di legalità riconosciuta, lo avevamo, come Conservatori e  Riformisti, denunciato a fine ottobre presentando un’interrogazione al ministro Alfano e chiedendo un incontro al prefetto di Bari, quest’ultima ci ha prontamente ricevuto, agli inizi di novembre, ascoltandoci con attenzione e raccogliendo le nostre istanze. Purtroppo siamo ancora in attesa di essere ricevuti dal  Ministro Alfano". 

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