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Giunta regionale, legali a lavoro: Emiliano vuole cinque donne nel governo

Il neogovernatore ha incaricato un gruppo di amministrativisti per verificare se vi sia lo spazio di per nominare cinque donne (non elette), nonostante la legge 8 del 2013 permetta solo due tecnici. Intanto anche la Capone presenterà ricorso sulla questione dei resti

Michele Emiliano non vuole esordire con un giunta tutta al maschile. L’ipotesi di una squadra di governo composta da 8 uomini e due donne, paventata ieri come l’unica possibile, in realtà è stata messa in discussione dallo stesso neogovernatore regionale, il quale però ha incaricato due amministrativisti di studiare lo statuto regionale per comprendere che spazi vi siano per forzare la mano. All’ex sindaco di Bari non piace che l’intera maggioranza non sia riuscita ad eleggere neanche una consigliera donna e vuole lanciare un messaggio chiaro per ricucire uno strappo con il fronte che, nei mesi scorsi, si è battuto (invano, ndr) per una legge elettorale che contemplasse una equa rappresentanza di genere.

I legali di Emiliano stanno cercando di comprendere se si possano nominare cinque assessori donna appellandosi al principio della pari rappresentanza, tutelata dal testo unico sugli enti locali. Allo stesso tempo ci si sta soffermando se l’articolo 6 dello statuto regionale che “promuove la parità tra i sessi nelle assemblee elettive e pubbliche” possa bypassare il vincolo della legge regionale n.8 del 2013 che obbliga, a partire da questa legislatura, la nomina di 8 eletti e non più di 2 esterni all’interno della giunta. Ad ingarbugliare la matassa vi è però un altro articolo dello statuto regionale, il 43, che sbarra a due il numero di assessori esterni.

I legali studiano le carte e sperano di offrire a Michele Emiliano una notizia che lo libererebbe molto dai diktat trasversali dei partiti che già bussano alle porte. Senza dimenticare che se Antonella Laricchia (candidato del Movimento 5 stelle per la presidenza della Regione) ha rifiutato l’invito a sedersi nella fila della prossima giunta, non è escluso che l’ex sindaco di Bari si affacci per sondare le disponibilità delle altre 4 consigliere regionali grilline.

Nel Pd, intanto, si susseguono i ricorsi per la distribuzione dei resti. Loredana Capone, assessore allo Sviluppo Economico uscente, ha raccolto oltre 12mila voti e ma è fuori dall’aula di via Capruzzi. La salentina sembra abbia già presentato ricorso alla Corte d’Appello chiedendo che i resti più alti per l’attribuzione del seggi spettino a Lecce e non a Brindisi. Intanto Emiliano sta sondando il terreno per comprendere quali donne possano entrare a far parte dell’esecutivo di Lungomare Nazario Sauro. Una di esse spetterà ai vendoiliani di “Noi a sinistra” che ha eletto 4 consiglieri. Tra i nomi che circolano quello di Licia Positò sembra il più accreditato come tecnico sponsorizzato dall'area vendoliana. Sul fronte Pd Emiliano attende di comprendere quale sarà l’esito del ricorso della Capone (che lo ha molto sostenuto durante la campagna elettorale) e non è escluso che possa ripescarla in giunta laddove non dovesse andare a buon fine. Ma l’ex il neogovernatore guarda con interesse anche alla tarantina Annarita Lemma e a Marilù Napolitano, una delle quali potrebbe essere scelta per un ruolo di governo. Ma per il momento è ancora presto. Ora si attende il verdetto dei legali, dopodiché si valuteranno le scelte. 

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