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Il ministro Boschi a Bari per sostenere il sì al referendum costituzionale

Sabato sera il ministro per le Riforme costituzionali sarà in Fiera per spiegare le ragioni del sì alla consultazione del 4 dicembre. Il segretario regionale del Pd Puglia, Lacarra, invita D'Alema

Si chiama “Basta un sì” l’incontro che si svolgerà sabato 22 ottobre alle ore 20.30 nel nuovo Centro congressi (sala 8) della Fiera del Levante di Bari. Saranno presenti il segretario Regionale PD Puglia Marco Lacarra, il sindaco della Città Metropolitana di Bari, Antonio Decaro, insieme con il ministro per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi.

L’appuntamento è organizzato dal Partito Democratico della Puglia nell’ambito della campagna nazionale del PD a sostegno del voto favorevole alla riforma costituzionale.

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“Riteniamo che il 4 dicembre – afferma Lacarra – rappresenti un’occasione fondamentale di cambiamento per l’intero Paese. Rinnovare le istituzioni in una prospettiva di semplificazione e riduzione di tempi e costi della politica è oramai una necessità non più procrastinabile”.

“All’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema – aggiunge il segretario regionale - che ha denunciato un clima di “paura e intimidazione” avvertito da chi vuole votare No, rivolgo un invito ufficiale ad essere presente sabato all’incontro per verificare di persona questi nostri presunti metodi minacciosi e terrifici”.

“Entrando invece nel merito della riforma – spiega – devo constatare che le sue esternazioni di oggi sono contraddittorie rispetto a ciò che asseriva anni fa durante i lavori della Commissione Bicamerale che presiedeva. La riforma della Costituzione di allora non era così diversa da quella che andremo a votare a dicembre. Prefigurava un Senato con senatori eletti da ciascuna Regione contemporaneamente alle elezioni per il rinnovo dei Consigli regionali. Il programma dell’Ulivo del ’96 da lui fermamente sottoscritto e sostenuto, prevedeva che il Senato venisse trasformato in una Camera delle Regioni, composta da esponenti delle istituzioni regionali in rappresentanza delle esigenze delle regioni di provenienza. Ed era chiaro sin da allora che dovesse avere poteri diversi rispetto a quelli del Senato, doppione di quelli della Camera dei Deputati. A tutto questo si aggiunge l’apertura di qualche giorno fa di Matteo Renzi alla minoranza che chiede l’elezione diretta dei senatori attraverso due schede, una per l’elezione dei consiglieri, una per i senatori”.
 

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