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Inchiesta Consip, Emiliano ascoltato come teste a Roma dai magistrati

Il presidente della Regione Puglia è stato sentito dal pm Palazzi nell'ambito delle indagini sulla centrale acquisti della Pubblica Amministrazione

Il governatore pugliese, Michele Emiliano, è stato ascoltato per circa un'ora, come testimone, dal pm di Roma, Mario Palazzi, nell'ambito del filone capitolino dell'inchiesta Consip. Il presidente della Regione è stato ascoltato in merito agli sms ricevuti dall'allora sottosegretario Luca Lotti, ora ministro per lo Sport, e da Tiziano Renzi, padre dell'ex premier Matteo, per sollecitare un incontro con Carlo Russo, imprenditore toscano. I magistrati romani ipotizzano che l'imprenditore Alfredo Romeo, in carcere dal primo marzo, accusato di corruzione, possa aver beneficiato del rapporto di amicizia tra Tiziano Renzi e Carlo Russo (indagati per traffico d'influenze) per mettere le mani sugli appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione. Nel corso dell'audizione con il pm Palazzi, Emiliano ha mostrato gli sms ricevuti da Luca Lotti e Tiziano Renzi. I messaggi sono stati acquisiti dai magistrati.

Il ministro delo Sport, Luca Lotti, nel corso di un'intervista a Sky Sport, è intervenuto sull'inchiesta che lo vede indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento: "Diciamo - ha affermato - che le vicende personali hanno inciso sulla serenità con la quale uno affronta il proprio lavoro. Ma con altrettanta franchezza voglio dire che la serenità che ho dentro, perchè conosco la verità e so che verrà a galla, non mi impedisce di continuare a fare il mio lavoro e di provare a dare una mano allo sport in Italia e alle associazione che fanno sport. Ripeto, io credo - ha concluso - che alla fine la verità verrà a galla"

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