Caso Melini, in Procura i primi consiglieri. Di Rella e Caradonna: "Soldi per perizia ad associazioni in difesa delle donne"

Nel Palazzo di Giustizia di via Nazariantz sono cominciati gli 'esami' dei partecipanti alla seduta del 14 novembre scorso. Attesi sviluppi nelle prossime settimane

In tre giorni, salvo impedimenti, saranno espletate le verifiche della Procura della Repubblica sui 23 consiglieri comunali baresi che hanno partecipato alla seduta del 14 novembre scorso, quando su una scheda utilizzata per un voto segreto, è comparso un volgare insulto rivolto alla collega Irma Melini. La vicenda è approdata in via Nazariantz con l'inchiesta aperta dal procuratore aggiunto Roberto Rossi. Si indaga, contro ignoti, per diffamazione aggravata. Stamane, nel Palazzo di Giustizia, si sono già recati diversi consiglieri i quali sono stati sottoposti, senza alcun obbligo, a una breve perizia, attraverso l'apposizione delle firme su fogli generici e su un facsimile della scheda utilizzata in aula consiliare: "Ho massima fiducia nella Magistratura, spero che il colpevole venga scoperto quanto prima" ha dichiarato Irma Melini.

L'iniziativa di Palazzo di Città

Intanto, a Palazzo di Città, il presidente del Consiglio comunale, Pasquale Di Rella e il consigliere Michele Caradonna, hanno presentato un'iniziativa che sostituisce la perizia calligrafica organizzata nei giorni scorsi dagli esponenti dell'assemblea. Le circa 2mila euro richieste per l'esame, saranno devolute a un'associazione contro la violenza sulle donne. A segnalare i nomi degli enti coinvolti saranno i giornalisti che potranno inviare le proposte in forma aperta o anonima alla mail istituzionale della Presidenza del Consiglio. Tra tutte le segnalazioni sarà poi sorteggiata quella a cui verrà devoluta la somma: "Prendendo atto - spiega Di Rella - dell'avvio delle notifiche della Polizia Giudiziaria riguardanti gli avvisi di comparizione ai partecipanti al voto segreto della seduta del 14 novembre, si è reso inopportuno procedere con l'iniziativa della perizia volontaria. Con il consigliere Caradonna, abbiamo convenuto di devolvere il contributo di 2mila euro a un'associazione, un'ente, un'organizzazione che si occupi di tutela delle donne e di combattere la violenza, affinchè questa brutta pagina di politica possa essere bilanciata da un atto simbolico per far capire ai cittadini che esiste anche una politica non indegna di sedere nelle Istituzioni".

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Colpevole scoperto? "Al momento si tratterebbe di persona indagata e non condannata"

Cosa accadrebbe in caso di 'scoperta' del colpevole? Dovrebbero scattare le dimissioni? "Laddove si individuasse l'autore o l'autrice - ritiene Di Rella -  si tratterebbe di una persona indagata e non di condannata, la valutazione non potrà che essere personale. A questa, vedremo se seguirà anche quella politica ma lo scorpriremo nei prossimi giorni". "La parte attiva di questo progetto - ha  infine aggiunto Caradonna saranno proprio i giornalisti perché hanno un'opportunità maggiore di conoscere le storie e raccontarle ma anche di sapere chi si occupa di combattere la violenza sulle donne".

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