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Ginefra: "D’Alema merita rispetto. Ma le deroghe siano poche"

Il deputato Pd: "In Puglia non esistano spaccature. Si può essere per il rinnovamento, senza per forza rottamare"

Il manifesto dei 700 per sostenere la candidatura di Massimo D’Alema non ha contato sulla firma del segretario dei Giovani Democratici, Pierpaolo Treglia. Una posizione fuori dal coro in una Puglia da sempre a forte matrice dalemiana. Un sussulto che ha smosso le acque in un momento dove attorno al destino politico dell’attuale presidente del Copasir si fa un gran parlare. A partire da Matteo Renzi che, anche da Bari, ha promesso la non candidatura di D’Alema qualora dovesse vincere le primarie.

Dario Ginefra, deputato ed ex leader pugliese dei giovani Pds, è uno dei firmatari dell’appello pro D’Alema. Ma chiarisce una cosa: "Non iniziamo a parlare di spaccatura generazionale all’interno del Pd pugliese; Treglia ha assunto una decisione legittima che tra l’altro è in linea con quanto prevede l’articolo 22 del nostro Statuto".

Sì, ma sarà un segnale se i giovani si schierano dalla parte opposta di quella di molti amministratori locali

"Certo, ma diciamo subito che nei quadri della rappresentanza comunale, provinciale e regionale il Pd pugliese ha dimostrato come sia possibile innovare in forma intelligente la classe dirigente, senza operare forme di giustizialismo generazionale che non hanno senso".

La sua firma pro D’Alema che valore politico possiede?

"Ho voluto testimoniare la mia personale solidarietà al primo presidente del Consiglio di sinistra del nostro Paese. Ho trovato insopportabili gli attacchi che ha ricevuto dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Ma non si dica che noi siamo contrari al ringiovanimento dei rappresentanti delle istituzioni. In Parlamento sono stato io a depositare il ddl che chiede l'istituzionalizzazione della norma prevista nello Statuto del Pd che circoscrive a tre il numero massimo di mandati parlamentari, peraltro prevedendo che tale limite non sia assoluto ma riferito a mandati consecutivi".

In effetti in questi giorni si parla solo di Pd…

"Infatti, sappiamo che sul Partito democratico oggi si concentrano molte delle attenzioni sociali e ciò ci fa piacere perché è indice del dibattito e delle aspettative che stiamo generando in questa delicata fase storica del Paese. Ma l'obiettivo del ddl è costringere anche le altre forze politiche a fare i conti con la necessità di immettere nelle istituzioni nuova linfa. Ma lungi da me colpire o 'rottamare' alcuno".

Per candidare D’Alema, Bindi ed altri è necessario stabilire una deroga? Lei è favorevole?

"Ad oggi la deroga può essere concessa per un numero di casi non superiore al 10% degli eletti del Pd nella tornata elettorale precedente. Credo che si debba diminuire questa soglia percentuale in modo da identificare un gruppo di persone non superiore alle dita di due mani, sempre tenendo presente il ruolo ricoperto e le capacità politico-istituzionali che molte di queste personalità possono ancora offrire al partito. D’Alema per me avrebbe tutte le carte in regola per richiederla".

Torniamo a Bari. Emiliano dice che non si candiderà al Parlamento e, di recente, ha lanciato invettive contro i “politici senza mestiere”. Lei cosa ne pensa?

"Michele Emiliano credo possa essere un buon candidato alla Presidenza della Regione Puglia. Allo stesso tempo penso che certe sue esternazioni non aiutino a far crescere la qualità del dibattito pubblico pugliese".

Per la corsa alla Presidenza della Regione, in rete circolano altri nomi oltre Emiliano? "Vedremo, le personalità certo non mancano. L’importante è vincere quelle elezioni e il Pd farà certamente la sua parte".
 

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