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Lavoratori del centro 'Padre Pio' senza stipendio mesi, "Situazione inaccettabile, la Regione intervenga"

Il consigliere M5S Conca, componente della III Commissione Sanità, sul caso della struttura riabilitativa di Capurso: "Assurdo come da 13 anni, ciclicamente, la GMS SpA non paghi regolarmente i suoi dipendenti"

Sono tornati a manifestare questa mattina, nei pressi della Direzione generale della Asl Bari, i lavoratori del centro riabilitativo 'Padre Pio' di Capurso. Al sit-in è intervenuto anche il consigliere regionale M5S Mario Conca, componente della III Commissione Sanità.

“Ancora una volta - dichiara Conca in una nota - ho potuto ascoltare la richiesta disperata di chi, talvolta monoreddito, da giugno non percepisce lo stipendio ed è costretto tutti i giorni a far fronte a spese alimentari, bollette, mutuo, assicurazione, libri di testo e figli da crescere. È davvero assurdo come da 13 anni, ciclicamente, la GMS SpA non paghi regolarmente i suoi dipendenti.”

Conca elenca alcune delle tappe cruciali della vicenda, dalla transazione di maggio scorso della Asl Bari per pagare gli stipendi arretrati, in realtà pagati fino a giugno e non agosto come stabilito al deaccreditamento di luglio da parte della Regione Puglia, all'impugnativa poi accolta dal Tar da parte della GMS SpA - solo per citare alcune fasi della vicenda.

“Insomma una vera odissea - incalza il consigliere cinquestelle - che non dà alcuna certezza sulle tempistiche e a pagare le conseguenze di un continuo rimpallo di competenze e responsabilità, sono i 170 lavoratori che da quasi quattro mesi non percepiscono lo stipendio.” 

Una odissea che proseguirà il prossimo 27 ottobre, data in cui si terrà un incontro tra Asl, rappresentanze sindacali e la task force della Regione, mentre la settimana prossima si capirà se l'azienda di Capurso presenterà il concordato preventivo o continuativo. “Le aspettative non sono per nulla confortanti. - incalza Conca - Io ritengo che, nel breve periodo, le uniche strade al momento percorribili siano due: l'auspicata rescissione unilaterale del contratto da parte della ASL Bari per le gravi inadempienze contributive di cui all'articolo 5 dello schema di contratto contenuto nella DGR 813/2016 e la contestuale allocazione di pazienti e lavoratori presso altri centri; altrimenti si dovrebbe procedere con un'istanza di fallimento che i lavoratori dovrebbero presentare al tribunale per il mancato pagamento degli stipendi.”

“Nel lungo periodo - prosegue il consigliere pentastellato - ritengo che Emiliano debba ripensare all'approvvigionamento dei servizi riabilitativi, internalizzando per quanto possibile le prestazioni e adottando i cosiddetti “budget di salute” di cui ad una mia mozione che giace all'ordine del giorno da un anno. Il voucher riconosciuto ai pazienti, unitamente al riconoscimento dell'albo nazionale dei fisioterapisti da parte dello Stato centrale - conclude - servirà a superare i soggetti intermediari che lucrano a danno della collettività.”

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