Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Il giudice ordina lavori nel Cie, Emiliano: "Sentenza che obbliga a porre rimedio ad una situazione strutturale indegna di un Paese civile"

Il primo cittadino soddisfatto per la decisione del Tribunale civile, che ha fissato il termine di 90 giorni per gli interventi all'interno della struttura: "Dal 2004 la mia amministrazione lotta contro l'istituzione di questi centri"

“Sin dal suo insediamento nel 2004 la mia amministrazione ha espresso ufficialmente il proprio dissenso circa la realizzazione di centri destinati alla detenzione di soggetti che non hanno commesso reati nel nostro territorio, ma che vi giungono in fuga da persecuzioni o alla ricerca di un’esistenza libera e dignitosa. La sentenza odierna ristabilisce l’inviolabilità dei diritti umani e obbliga il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Bari a porre rimedio ad una situazione strutturale indegna di un Paese civile”. Così il primo cittadino, Michele Emiliano, commenta la sentenza con cui oggi il tribunale civile di Bari ha ordinato a Ministero dell'Interno e Prefettura di eseguire dei lavori nel Cie di Bari affinchè all'interno della struttura sia garantito il rispetto dei diritti umani.

"Questa sentenza dunque - ha concluso Emiliano - fissa un punto di non ritorno: i CIE così come sono stati concepiti non garantiscono il rispetto e la tutela dei diritti umani. Ora attendiamo di capire come lo Stato deciderà di muoversi, ma il termine perentorio di 90 giorni fissato dal giudice Caso non lascia spazio ad alternative".

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