Regione, via libera alla legge elettorale. Ma il Consiglio affossa la parità di genere

Gli emendamenti sulla doppia preferenza non ammessi al voto attraverso una 'pregiudiziale' presentata da Forza Italia e approvata a maggioranza. Vendola abbandona l'aula: "Retromarcia cavernicola". Passa invece la norma sullo sbarramento all'8% per le coalizioni e al 4% per le liste

Il Consiglio regionale della Puglia approva la nuova legge elettorale (48 voti favorevoli, 10 contrari), ma senza le norme relative alla rappresentanza di genere.

LO STOP ALLA PARITA' DI GENERE - La discussione degli emendamenti sulla parità di genere è stata di fatto impedita attraverso una 'pregiudiziale regolamentare', presentata dal capogruppo di Forza Italia Ignazio Zullo e approvata dall'aula. Forza Italia ha chiesto in sostanza che le norme relative alla doppia preferenza ed alle liste al 50 per cento non fossero ammesse al voto in quanto "materia già sottoposta a voto e bocciata" (due anni fa, quando il Consiglio fu chiamato ad esprimersi sulla proposta di legge popolare 50/50, ndr). Messa ai voti con scrutinio segreto, la 'pregiudiziale' è stata approvata con 37 voti favorevoli e 22 contrari, e dunque con il sostegno di almeno una quindicina di consiglieri della maggioranza.

LA REAZIONE DI VENDOLA -  In seguito all'approvazione della pregiudiziale il presidente Nichi Vendola ha abbandonato i lavori dell'aula. "Un Consiglio regionale composto al 95% da maschi davanti alla sfida della parita' di genere fa una retromarcia cavernicola e si chiude nel proprio recinto", ha commentato Vendola. "Ciascuno dei maschi non solo della destra, che ha usato argomentazioni imbarazzanti contro la parita' di genere - ha aggiunto - ma anche qualche settore di centrosinistra, si trovano convergenti nel rinnovare il patto maschile di una politica senza donne. Non lo posso accettare: lascio l'aula perchè provo una grande indignazione". Ma il governatore ha attaccato anche il sistema delle soglie di sbarramento. "Questa legge elettorale è un mostro giuridico. Oggi il Consiglio regionale ha scritto una pagina molto brutta. Immaginare soglie di sbarramento differenziata con il 4% per i partiti che sono all'interno di una coalizione e l'8% all'esterno significa che i voti degli elettori non hanno tutti lo stesso peso. Un partito con il 4% può eleggere in Consiglio regionale, uno con quasi il doppio dei voti no. E' una scelta per me incomprensibile”.

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SOGLIE DI SBARRAMENTO - Secondo quanto previsto nella legge, le coalizioni sono ammesse alla distribuzione dei seggi qualora conseguano l’8% dei voti validi. All’interno delle coalizioni, i singoli partiti devono invece superare la soglia del 4% (proposta passata con il voto contrario dei consiglieri socialisti Franco Pastore e Donato Pellegrino). Per i partiti non in coalizione la soglia per l’attribuzione dei seggi sale all’8%. Contrari all'emendamento che ha elevato lo sbarramento all’8% Sel, PpV e IdV.  Passano anche le norme che adeguano l'impianto della legge elettorale n.2/2005 ai rilievi della Corte costituzionale sul premio di maggioranza e alla nuova composizione dell'Assise (da 70 a 50 seggi più il presidente eletto).

PREMI DI MAGGIORANZA - Approvato anche il sistema dei premi di maggioranza: alla coalizione che supera il 40% dei consensi vengono attribuiti 29 consiglieri su 50; all’alleanza che si ferma tra il 35 e il 40% 28 consiglieri; a chi non supera il 35% 27 consiglieri. Il numero dei seggi passa da 70 a 50 più il presidente eletto.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE INTRONA - "Al termine di queste giornate dedicate alla legge elettorale, sono diviso tra un grande motivo di rammarico e ragioni di soddisfazione che pure ci sono - ha commentato Introna - Questo testo soffre evidentemente la ferita della parità di genere mutilata, un’occasione mancata di democrazia compiuta, che frena le legittime aspirazioni dei movimenti femminili ad una piena rappresentanza politica. Peccato, perché ci sono aspetti positivi da considerare. La legge è stata adottata entro la fine di febbraio, come auspicavo. È stata votata a larga maggioranza ed è nata dall’impegno di tutte le forze politiche, come ho sempre chiesto ai colleghi, sollecitando compattezza, pur nella legittima distinzione di posizioni e di ruoli tra maggioranza e opposizione". "Ringrazio - ha concluso Introna - i colleghi dell’Ufficio di Presidenza, per il grandissimo lavoro compiuto. Ringrazio i tecnici del gruppo di lavoro Prefettura-Ufficio legislativo consiliare. Ringrazio i Presidenti dei gruppi e tutti i colleghi del Consiglio per il buon senso politico, la disponibilità e la ragionevolezza che ha guidato le scelte di ciascuno, con l’obiettivo che ritengo raggiunto di offrire agli elettori uno strumento chiaro e praticabile".

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