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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Legge sulla Preferenza di genere, il Movimento 5 Stelle: "Serve adeguarsi alla normativa nazionale o rischiamo regionali non valide"

Questa mattina la candidata presidente di Regione Antonella Laricchia, le consigliere pentastellate Grazia Di Bari e Rosa Barone e il senatore Gianmauro Dell’Olio

"Siamo stanchi dei continui giochetti della maggioranza per l’introduzione della doppia preferenza di genere, a cui non è mai seguito niente di concreto". Tuonano contro il governatore Emiliano, la candidata presidente di Regione Antonella Laricchia, le consigliere pentastellate Grazia Di Bari e Rosa Barone e il senatore Gianmauro Dell’Olio. I rappresentanti del Movimento, in una nota sottolineano come non si possa "arrivare a fine legislatura senza che siano riusciti ad accordarsi su tre proposte di legge presentate da loro stessi, in modo da arrivare a un testo unico per portare la Puglia ad adeguarsi a quanto stabilito dalla norma nazionale in  materia di legge elettorale".

Il tema, che dovrebbe essere discusso nella prossima seduta della VII commissione in programma il 15 luglio, è al centro di una proposta di legge dei pentastellati, "che non prevede ulteriori modifiche alla legge elettorale regionale - spiegano - ma solo quella sulla parità di genere a partire dalle prossime regionali e non dal 2025". Proposta, illustrara questa mattina, relativa alla 'modifica degli articoli 7 e 8 della legge regionale 28 gennaio 2005, n. 2 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale)', che prevede anche la mancata presentazione delle liste che nella composizione non  rispettino la percentuale prevista di presenza dei due generi, ovvero 60% - 40%, invece della sola sanzione attualmente prevista.

"Dal momento che le chiacchiere ci piacciono poco - spiegano - abbiamo dapprima chiesto un parere a due amministrativisti per individuare lo strumento più idoneo per adeguare la normativa regionale ai principi statali e costituzionali, per poi depositare la legge di riforma dell’attuale L.R. n. 2/2005. La mancata introduzione della doppia preferenza di genere rischia, infatti, di esporre la Regione a ricorsi che potrebbero portare addirittura all’annullamento del voto di settembre. Sia chiaro che non accetteremo alcun emendamento come quelli di cui abbiamo sentito parlare per introdurre la sospensione della carica di consigliere se si è nominati assessori. La parità di genere è una cosa seria e non va barattata con le poltrone. Non è possibile essere commissariati dal Governo, quando Emiliano al momento dell’elezione aveva detto che la modifica della legge elettorale sarebbe stata il primo punto della sua legislatura. Oggi invece se ne lava le mani scaricando tutto sul Consiglio. Spettava al Consiglio anche decidere di far decadere Massimo Cassano dal ruolo di Commissario Straordinario dell’Arpal, ma per salvargli la poltrona ha riunito i suoi e imposto la sua volontà. Le donne evidentemente per lui non valgono tanto: ne prendiamo atto e ce ne ricorderemo quando farà la parte di metterle come capolista per lavarsi la coscienza. Per una volta, la prima e l’ultima accogliamo l’appello che la maggioranza ci aveva fatto in VII Commissione: far diventare realtà la doppia preferenza di genere. Il testo è pronto, semplice e chiaro. Sono disposti a votarlo con noi senza il giochetto in aula del voto segreto?”.

"La Puglia - ha incalzato il senatore Gianmauro Dell’Olio - è una delle ultime regioni che deve adeguarsi non tanto al dettato normativo della L. 20/2016, quanto ai principi degli articoli 3 comma 2 e 51 comma uno della Costituzione, laddove si prevedono le pari opportunità tra i generi e soprattutto l’importanza della rimozione degli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. Ciò che rende la situazione paradossale, è che si sia dovuti arrivare alla fine della legislatura, con l’assist del Ministro Boccia, per cercare, e io dovrei dire invece per riuscire a modificare la legge elettorale pugliese…quando proprio l’attuale Presidente Emiliano si è trovato nel 2015 senza donne elette, tanto che cercò di bypassare il problema degli assessori nominando tre delle nostre elette senza chiedere prima alcunchè a nessuna, e di fatto costringendole a declinare la nomina".  

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