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Dalla Regione una legge contro la violenza sulle donne. Vendola: "Traguardo importante per la Puglia"

Oggi la presentazione del disegno di legge già approvato in giunta. L'assessore alla SaluteElena Gentile: "La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, la peggior forma di discriminazione che non ci stancheremo mai di combattere con ogni mezzo"

Nichi Vendola ed Elena Gentile, assessore regionale alla Salute

“Il disegno di legge che oggi presentiamo è un punto di arrivo perchè la Regione Puglia in questi anni ha affrontato con coraggio il tema dei diritti delle donne sapendo che le donne, nella vita pubblica e nel mercato del lavoro, portano un valore aggiunto fanno crescere la ricchezza del territorio”. Così il Presidente della Regione, Nichi Vendola, ha esordito questa mattina presentando, insieme con l’assessore Elena Gentile, il disegno di legge regionale contro la violenza di genere, già approvato in Giunta lo scorso 4 marzo e che ora inizia il suo iter in Consiglio per l’approvazione definitiva, prevista entro la fine del mese.

“Con questa legge - ha spiegato Vendola - vogliamo compiere le operazioni necessarie, quelle del monitoraggio costante del fenomeno e della formazione perchè bisogna rompere il silenzio e parlarne”.  Vendola ha poi sottolineato come oggi la Puglia attraverso la creazione di 19 centri antiviolenza e di case rifugio per le donne della tratta che denunciano i loro sfruttatori, “stia cominciando a dotarsi di una rete di servizio che aiuta concretamente le donne che vogliono uscire dal tunnel”.

"La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, la peggior forma di discriminazione che non ci stancheremo mai di combattere con ogni mezzo. Lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo umano e civile prima che politico", ha detto l’assessore regionale alla Salute e al Welfare Elena Gentile.

LA LEGGE - Il testo di legge si compone di venti articoli che, nella prima parte, declinano i principi, le definizioni, le finalità e gli obiettivi, nella seconda il sistema delle responsabilità sia regionali sia delle autonomie locali, nella terza ed ultima struttura il sistema di governance. All’interno del sistema di governance è prevista una Task force permanente che ha il compito di predisporre strumenti operativi per l’attuazione della norma. Ruolo cardine viene affidato al corretto e costante monitoraggio del fenomeno, con una sezione dedicata dell’Osservatorio Regionale delle Politiche Sociali, nonché al lavoro di prevenzione da realizzare in collaborazione con le Istituzioni scolastiche e con il supporto degli Operatori della Comunicazione.

La legge prevede anche una serie di strumenti concreti per offrire sostegno alle donne che decidono di denunciare. "Assistenza economica e alloggiativa, inserimento lavorativo, creazione di un fondo per il sostegno, anche economico, delle vittime: sono questi i problemi che occorre in primis affrontare quando ci si trova dinanzi ad una situazione di violenza", ha spiegato Elena Gentile. "Abbiamo anche previsto – ha detto ancora l’assessore Gentile – percorsi privilegiati di accesso per le vittime di violenza negli ospedali e nelle Asl che saranno dotati di personale competente e adeguatamente formato".  La legge è, al momento, finanziata con 900mila euro: una delle cifre più alte nel panorama delle leggi simili già approvate da altre regioni italiane.

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