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Liantonio (seg. Fnp Cisl Bari): "La legge di stabilità danneggia lavoratori e pensionati e non garantisce eguaglianza e giustizia sociale, lo dice anche la corte dei conti. occorre una riforma dello stato sociale”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

"Il nuovo anno per coloro che avevano previsto di andare in pensione di vecchiaia nei prossimi mesi, è iniziato davvero male. La legge Fornero, infatti, ha stabilito uno spostamento di ben 18 mesi della decorrenza, cioè a 63 anni e 9 mesi, rispetto a coloro che nell'anno precedente hanno conseguito la prestazione all'età di 62 anni e 3 mesi.

Si pensi per un momento a quante donne e uomini sono chiamati a modificare ora il proprio percorso di vita e di riposo, dopo aver versato anni di contributi e previsto di godere della tanto attesa pensione, cioè di quel salario differito lasciato nelle mani dell'INPS o di altre casse previdenziali volute dallo stato". A parlare è il segretario generale FNP CISL di Bari Domenico Liantonio.

Un cambiamento duro da accettare e, che fa riflettere e porterà inevitabilmente a grossi problemi economici con donne senza lavoro, con mariti e figli disoccupati, tasse e mutui da pagare. Uno scalone che potrebbe essere ritenuto illegittimo. C'è una grande confusione per il profilo pensionistico che nasce dall'evoluzione della previdenza sociale italiana, meritevole di una rivisitazione generale, cioè una vera riforma dello stato sociale, con un risultato finale: un testo unico capace di raccogliere le diverse conquiste sociali del mondo del lavoro, eliminando la giungla delle norme, stabilendo precisi paletti fra, prestazioni previdenziali e assistenziali.

Purtroppo le proteste avviate dalla Cisl non hanno prodotto i risultati sperati. Oggi i pensionati sono ancora considerati un peso e non una valida risorsa per la società. A Bari, come in tutta la regione la medie delle pensioni non supera di poco più i 650 euro mensili, Il dato fa comprendere quanto i pensionati vivano al di sotto della soglia di povertà. La povertà dilaga per questo chiediamo da tempo, interventi certi che mirino al miglioramento della vita degli anziani, che molto spesso si ritrovano ad essere una risorsa fondamentale se non l'unica per le famiglie continua Liantonio.. La nostra preoccupazione è rivolta anche agli Over 50, oltre mezzo milione, che non hanno mai versato contributi previdenziali e che inevitabilmente cadranno in stato di povertà. Siamo determinati a proseguire il percorso già intrapreso da tempo per chiedere nelle sedi istituzionali un impegno sulla valenza economica degli anziani sul loro ruolo insostituibile

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