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Sanità, lotta a sprechi e abusi: la Asl di Bari aderisce al progetto 'Curiamo la corruzione'

Quattro in tutta Italia le aziende sanitarie coinvolte nella prima fase della sperimentazione. Obiettivo del progetto, aiutare il sistema sanitario nazionale a ridurre il livello di corruzione grazie a una maggior trasparenza, integrità e responsabilità. Emiliano: "La corruzione costo enorme che va frenato subito"

Puntare sui valori della trasparenza, dell'integrità e della responsabilità per sconfiggere sprechi e corruzione in ambito sanitario. E' l'obiettivo del progetto 'Curiamo la corruzione, che vede la Asl di Bari di Bari azienda capofila nella sperimentazione, insieme ad altre tre aziende sanitarie italiane (l’ASST di Melegnano e della Martesana (MI), l’ASP di Siracusa e l’ASSP di Trento). L'adesione al progetto elaborato da Transparency International Italia in collaborazione con CENSIS, ISPE Sanità e RiSSC, è stata illustrata questa mattina in conferenza stampa da presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, insieme insieme al direttore del Dipartimento Salute della Regione Giovanni Gorgoni e al direttore generale della Asl di Bari Vito Montanaro, 

“Da oggi comincia una guerra alla corruzione ed è una guerra che deve cominciare chiedendo all’avversario di arrendersi senza combattere perché il mondo è cambiato, perché il denaro disponibile non è infinito e perché i diritti delle persone non sono più compatibili con gli abusi delle altre persone, di quelli cioè che hanno pensato che la loro vita dovesse girare sempre allo stesso modo. Questa guerra verrà sperimentata dalla Asl di Bari, che è una delle più complesse d’Italia, e quando avremo consapevolezza che il metodo funziona, verrà applicato alle altre Asl con grande celerità perché la corruzione è un costo enorme che va frenato subito. Noi pensiamo che questo sia l’unico metodo possibile per combatterla senza fare retorica”, ha affermato Emiliano.

“Il metodo di lavoro e di studio è la trasparenza – ha continuato Emiliano - aprire cioè alla conoscenza di chiunque ed in modo strutturato tutto ciò che è a nostra disposizione. Noi individueremo il meccanismo di certificazione della spesa e di verifica della utilità della stessa, non solo alla luce della legge italiana, ma anche alla luce delle esperienze che questo gruppo di lavoro avrà individuato. Siamo di fronte ad un cambiamento epocale che oggi passa anche attraverso la nostra volontà di scambiare le buone pratiche e di farci  esaminare. Noi stiamo aprendo le porte a Trasparency e stiamo dicendo, venite e guardate come funziona il nostro sistema, che è un sistema che non funziona e che va cambiato”. 

Emiliano ha anche sottolineato come “classifiche universalmente riconosciute accreditino la Puglia come una delle regioni a più alto tasso di corruzione con riferimento specifico alla sanità”. “Poiché – ha concluso Emiliano - a noi questa storia non ci sta bene, nel senso che non ci sta bene che la Puglia stia in queste condizioni, non ci sta bene che la corruzione venga considerata come un fatto ineluttabile, come un costo aziendale, noi accettiamo la sfida cominciando oggi dalla Asl di Bari. Sono molto curioso e molto interessato ai risultati di questa operazione che vede la Asl di Bari azienda pilota di un progetto che mira ad  acchiappare quanti più  gaglioffi è possibile”. 

La sfida per il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni, “è più culturale che procedurale o  amministrativa procedurale anche perchè scontiamo ancora una credenza secondo cui il furbo in realtà è uno che ha capito tutto mentre il furbo va considerato per quello che è, e cioè un delinquente, la  corruzione infatti, non dimentichiamocelo, è un reato penale”. “Molti tra gli strumenti messi in campo da Transparency Italia sono già a disposizione di tutte le aziende sanitarie pubbliche e quindi potrebbe essere già applicati – ha detto Gorgoni – complessivamente invece la corruzione in Italia stimata è di 6mld l’anno come danno sulla sanità pubblica che corrisponde ad  un 5/6 % di tutte le risorse stanziate per la sanità. In Puglia è molto difficile dirlo ma la corruzione potrebbe valere tra i 100 e i 250 milioni di euro che sono una cifra non di poco conto.  Con questo denaro si può fare molta più assistenza sia domiciliare che territoriale, quella che ci manca, molte più assunzione, che sono quelle che ci mancano”.

Tra gli strumenti utilizzati nel corso dei due anni di ricerca, particolare attenzione è stata rivolta allo strumento del Whistleblowing, ossia la possibilità di segnalare in maniera documentata e con la tutela massima di anonimato, comportamenti illeciti di cui si è conoscenza.  “Le segnalazioni non solo dei dipendenti ma di tutti coloro che sono interessati – ha specificato il direttore generale della Asl di Bari Vito Montanaro - sono un binario parallelo a quello che è lo scopo fondamentale del progetto, che è quello di mettere in trasparenza le procedure di governance delle aziende sanitarie, aziende molto complesse nella loro organizzazione. Vi sarà un percorso parallelo perché laddove i percorsi gestiti non siano sufficienti ad evitare comportamenti opportunistici da parte degli operatori del settore, potranno essere inviate segnalazioni in forma anonima all’azienda, all’ufficio anticorruzione. Queste informazioni saranno utilizzate per l’inserimento nella procedura di Whistleblowing, una procedura informatica, oltre che organizzativa, fruibile a partire dal prossimo mese di aprile direttamente sul sito di Transparency, il luogo fisico all’interno del quale le riflessioni potranno essere contenute ed esaminate”.

“Il modello - ha detto ancora Montanaro spiegando il funzionamento del progetto - prevede all’inizio una fase formativa seguita da una fase amministrativa, da una fase di revisione dei sistemi di organizzazione delle aziende che partecipano al progetto, la descrizione cioè dei percorsi amministrative gestiti, per la fase della spesa, che verranno messi a fattore comune e dai quali deriverà una best practice che poi sarà considerata quella da utilizzare nella 4 aziende pilota”.  Le attività in programma, dunque, mirano innanzitutto ad aumentare la consapevolezza sul fenomeno della corruzione, a istruire e formare dirigenti e staff e a implementare e testare sul campo strumenti anti-corruzione e modelli organizzativi innovativi. Da qui, l’importanza del lavoro che sarà svolto insieme alla ASL di Bari, dove gli strumenti anticorruzione verranno testati e monitorati per 2 anni in collaborazione con il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e lo staff designato dalle organizzazioni. 

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