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Lungomare, scritte ingiuriose contro il sindaco: "Mafioso è chi ti ha votato"

La scritta, comparsa ieri sull'asfalto del lungomare Imperatore Augusto, fa riferimento alle recenti polemiche tra sindaco e opposizione sulla questione sicurezza in città e sulla scelta della chiusura serale al traffico del lungomare

"Emiliano, ma i mafiosi sono quelli che ti hanno votato": è questa la scritta comparsa nella giornata di ieri sull'asfalto dal lungomare Imperatore Augusto nei pressi del Fortino, in uno dei due tratti di strada chiusi al traffico serale del primo agosto. Il messaggio, firmato "Bandidos", è un chiaro riferimento alle recenti polemiche tra sindaco e opposizione di centrodestra sulla questione sicurezza e sulla decisione di chiudere il lungomare, in occasione delle quali il sindaco ha più volte sottolineato la presenza dei clan mafiosi in molte attività commerciali della città vecchia.

LA QUESTIONE ABUSIVI - Inizialmente era stata proprio la questione abusivi a "surriscaldare" l'atmosfera a Palazzo di Città. Dopo il primo blitz delle forze dell'ordine sul lungomare, con il sequestro di decine di bancarelle abusive, i venditori ambulanti avevano inscenato una violenta protesta davanti alla sede del Comune bloccando il traffico per un'intera mattinata e dando fuoco a cassonetti della spazzatura e copertoni di auto. Dura era stata la reazione del sindaco, che in quell'occasione aveva ribadito con forza la sua decisione di chiudere il lungomare, dettata anche dalla necessità di porre fine alle attività dei clan mafiosi locali, impegnati a detta del sindaco nel controllo dell'attività degli venditori ambulanti.

LO SCONTRO CON FERORELLI - Sulla decisione di chiudere il lungomare, avversata dai ristoratori di Bari vecchia prima ancora che dai venditori ambulanti, si era anche consumato lo scontro tra il sindaco e il presidente della IX Circoscrizione Mario Ferorelli, sin da subito contrario al provvedimento. Una polemica portata avanti anche via Facebook, e poi sfociata in una querela, con Ferorelli accusato dal sindaco di non volere la chiusura del lungomare perchè sottoposto alle pressioni dei clan.

LA QUESTIONE SICUREZZA E LA POLEMICA CON IL PDL - In questa situazione già molto tesa è arrivata venerdì scorso la presa di posizione ufficiale dell'opposizione di centrodestra, che in conferenza stampa ha contestato ad Emiliano il continuo lancio di accuse sulla presenza di infiltrazioni mafiose nelle attività economiche della città. A stretto giro la risposta del sindaco, che ha confermato di aver già denunciato in Procura le "situazioni anomale" di sua conoscenza, e sulla questione sicurezza ha rilanciato, attribuendo a beghe interne al centrodestra nazionale (tra il ministro Fitto e il sottosegretario Mantovano) la mancata nomina del nuovo prefetto (che a Bari manca da sei mesi), un'assenza che contribuirebbe ad alimentare la situazione di "insicurezza" vissuta dalla città.

LA REPLICA DEL SINDACO - In mattinata il sindaco ha affidato a Facebook il commento sulla scritta anonima comparsa sul lungomare, mentre molti cittadini commentando lo hanno invitato a non dare peso a quella che da più parti viene giudicata come "una stupida provocazione". "Un mafioso - ha scritto il sindaco - non può votare o sostenere colui che lo ha arrestato e fatto condannare o colui che ha arrestato e fatto condannare i suoi amici e parenti. Se solo diffondesse una simile intenzione sarebbe giudicato un quacquaraquà. Ed io ho arrestato e fatto condannare centinaia di mafiosi baresi. Chi ha dedicato tutta la sua vita alla lotta alla mafia non è uguale a chi se ne è sempre disinteressato ed anzi ha consentito la penetrazione nella amministrazione comunale del clan Parisi.Non lasceremo più che neofascisti e criptofascisti indegni della storia del Prefetto Mori, che fu l'unico fascista a combattere veramente Cosa Nostra, come storicamente avvenuto nella storia recente italiana, si uniscano politicamente contro la democrazia e contro la città di Bari.

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