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Il M5S avverte sull'autonomia rafforzata: "Non creare cittadini di Serie A e Serie B"

In una nota gli 8 consiglieri regionali chiedono chiarimenti sul progetto del governo: "Il Parlamento mantenga un ruolo centrale nella valutazione delle legge che recepisce le intese, con la possibilità di correggerle se necessario"

"Il trasferimento di funzioni, non può e non deve essere un modo per sbilanciare l'erogazione di servizi essenziali a favore delle regioni più ricche. Guai alla creazione di un contesto in cui ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B, esito espressamente vietato dalla Costituzione”. E' la posizione degli otto consiglieri regionali pugliesi che, in una nota, chiedono chiarimenti sul progetto di autonomia rafforzata destinato a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna i cui accordi potrebbero essere approvato dal CdM nelle prossime settimane.

"È una questione seria - aggiungono i consiglieri - che richiede riflessioni altrettanto serie e rimaniamo basiti dal governatore Emiliano che, anche in questo caso, ci ha capito poco e riesce a ridicolizzare tutto rimbalzando da una posizione all'altra nel giro di pochi giorni, riuscendo nell'ardua impresa di scatenare un dibattito con se stesso". Per il M5S, "sempre in direzione del rispetto della Costituzione, ogni percorso di autonomia non può prescindere dalla prioritaria individuazione dei LEP (Livelli Essenziali di Prestazione) per garantire servizi essenziali in misura uguale a tutti i cittadini, in qualsiasi Regione vivano. Un volta individuati i LEP, si può procedere a calcolare i fabbisogni standard sulla base delle oggettive esigenze di un territorio e di una popolazione, senza introdurre elementi in contrasto con la carta costituzionale, come l'attribuzione di maggiori fabbisogni dove c'è maggiore gettito fiscale".

“Altrimenti - aggiungono i consiglieri - non si capisce perchè non si proponga altresì di “regionalizzare” anche il debito pubblico italiano, facendolo “pagare” in proporzione alla ricchezza prodotta da ciascuna Regione e alla residenza territoriale dei possessori dei Titoli di Stato. Dal canto nostro auspichiamo che le decisioni sulle autonomie non siano prese da una Commissione paritetica Governo-Regioni interessate, dal momento che il provvedimento avrebbe effetti sull’intero Paese, ma - concludono - che sia il Parlamento a mantenere un ruolo centrale nella valutazione delle legge che recepisce le intese, con la possibilità di correggerle se necessario.”

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