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Sul manifesto "uno schiaffo a Emiliano", la locandina di Direzione Italia scatena le polemiche

L'immagine scelta dai fittiani per la manifestazione sulla sanità in programma il 10 novembre finisce al centro delle critiche. Interrogazione dei parlamentari dem al ministro Minniti

Nella locandina che annuncia la manifestazione, un disegno ritrae in primo piano il governatore Emiliano, colpito in pieno viso da uno schiaffo. Ma quell'immagine, scelta dai fittiani di Direzione Italia per pubblicizzare un'iniziativa di protesta contro il presidente della Regione sul tema della sanità, ha innescato critiche e proteste, finendo anche in Parlamento.

Il disegno richiama il nome scelto per la manifestazione, che si terrà il prossimo 10 novembre: "La giornata dello schiaffo".  "Uno schiaffo metaforico e responsabilizzante per svegliare il presidente Emiliano nel suo ruolo di assessore alla sanità", hanno spiegato nei giorni scorsi i responsabili di Direzione Italia presentando l'iniziativa. Ma che a molti non è piaciuto, proprio per il messaggio implicito di violenza che esso conterrebbe.

L'interrogazione parlamentare del Pd

E così, dalle critiche sui social, il caso è arrivato in Parlamento, con un'interrogazione al ministro Minniti da parte di un gruppo di parlamentari democratici (primo firmatario Ginefra, Grassi, Boccia, Bordo, Capone, Castricone, Chaouki, Losacco, Mariano, Marroni, Massa, Mongiello, Pelillo, Taranto, Valiante, Ventricelli e Vico). "I sottoscrittori dell’interrogazione ricordano che proprio il leader nazionale di Direzione Italia, l’On. Raffaele Fitto, fu vittima nel 2000 - all’epoca ricopriva la carica di Presidente della Regione - di un tentativo di aggressione da parte di un gruppo di facinorosi al termine di una sessione del Consiglio Regionale in cui si dibatteva del tema della sanità. Quando il diritto di critica e di libera manifestazione del pensiero supera il suo limite giuridico trasformandosi in una manifestazione che rischia di provocare violenze a cose e persone, sfocia nell'abuso di quel diritto. È per questo che ” - concludono i deputati del PD - “abbiamo predisposto un’interrogazione al Ministro Minniti per sapere se sia stato informato di questa iniziativa e quali misure intenda, eventualmente, assumere al fine di scongiurare qualsiasi manifestazione violenta".

Lacarra: “Inaccettabile il messaggio di istigazione alla violenza”

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario regionale del Partito democratico, Marco Lacarra. “Il Partito Democratico - si legge in una nota - non si è mai sottratto all’ascolto e al confronto con voci e opinioni differenti, considerando condivisione e partecipazione momenti fondamentali di democrazia e intermediazione politica. Inasprire i toni per elevare il livello di scontro e generare tensioni, è inaccettabile”. “Infelice la trovata, infelice il manifesto che ritrae il volto del presidente della Regione, schiaffeggiato da una mano – ha continuato Lacarra. C’erano mille modi per dissentire, la scelta è ricaduta su un chiaro messaggio di istigazione alla violenza. Pieno sostegno del PD Puglia all’iniziativa dei deputati pugliesi firmatari di una interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dell’Interno Minniti”.

La condanna della Cgil: "Serve misura nella critica"

“Se questi sono i toni e questo il livello dello scontro più che recuperare credibilità tra i cittadini, sempre più restii a votare e sentirsi rappresentati, si alimenta altra antipolitica. Quando invece avremmo assoluto bisogno di buona politica e momenti di confronto vero sulle cose da fare”. E’ quanto afferma il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, in merito all’iniziativa. “Non possiamo non stigmatizzare questo modo di fare comunicazione politica, che in un clima di emergenza sociale e povertà crescenti rischia davvero di generare spirali pericolose. Esprimiamo una opinione forti dell’autonomia del nostra organizzazione, che proprio sulla Sanità non ha mai risparmiato critiche per alcune delle scelte del governo regionale: dal piano di riordino alla sanità territoriale, dalle misure per il pronto intervento alle liste di attesa, sempre rimanendo nei toni del corretto confronto tra le parti e avanzando proposte concrete, utili a dare risposte ai cittadini”. “Ormai c’è una politica – conclude Gesmundo – che vive la fase dell’eterna campagna elettorale e sceglie di farsi notare, più che sui contenuti, sui livelli di decibel della polemica. Avendo noi tutti ben presente, infine, in che stato era ridotta la sanità pugliese dopo i cinque anni di presidenza di Raffaele Fitto, a capo del movimento politico che ha ideato quel manifesto dello schiaffo, a nostro avviso di cattivo gusto”.

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