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Melini contro Maurodinoia, battaglia e polemiche in Consiglio

Gli ex schittulliani aderiscono al Gruppo Misto e l'opposizione chiede di ricomporre le commissioni consiliari. Tra le due consigliere ancora veleni: sul piatto c'è la casella del futuro presidente dell'assise cittadina

Scontri e parole al vetriolo all’interno dell’opposizione di Palazzo di Città. Non poteva essere altrimenti dopo che i consiglieri della Lista Schittulli Anita Maurodinoia (lady preferenze, con oltre 3000 voti), Livio Sisto e Gianlucio Smaldone hanno deciso di iscriversi al Gruppo Misto. Come descritto alcune settimane fa da BariToday, i tre ex schittulliani sono in predicato di passare nella fila della maggioranza, una volta che si comprenderà in che modo sostituire la casella di presidente del Consiglio comunale, sempre laddove l’attuale Pasquale Di Rella dovesse essere eletto consigliere regionale.

Il pomo della contesa ieri è stato rappresentato dall’assetto delle commissioni consiliari. Il consigliere di Forza Italia, Michele Picaro, ha chiesto che la decisione dei tre ex schittulliani rimettesse in discussione la composizione delle commissioni di controllo ‘Trasparenza’ e ‘Qualità dei servizi’, dove almeno sei posti su quindici devono essere in capo alle opposizioni.  

Ne è nato un subemendamento in cui Forza Italia ha chiesto la sostituzione di Smaldone con Sabino Mangano (M5S) nella commissione Trasparenza. Proposta però bocciata perché i tre fuoriusciti dalla lista Schittulli ritengono di non essere parte della maggioranza e di aver espresso ufficialmente una presa di posizione in vista delle prossime regionali. Il fuoco di fila è proseguito con Irma Melini (Forza Italia) che ha più volte sottolineato la scelta “irresponsabile” dei tre consiglieri. Bersaglio è stato soprattutto Anita Maurodinoia.

Le due, nei mesi scorsi, si sono contese il ruolo di presidente dell’assise cittadina. Mentre la fittiana di ferro rivendicava il ruolo di Forza Italia come partito maggioritario della coalizione, Maurodinoia metteva sul banco il suo essere la consigliera più suffragata. Alla fine il mancato accordo ha portato al rinnovo del collaudato Di Rella (Pd).

Ora la partita delle regionali ha allargato il tavolo delle trattative e non è un mistero che l’avvicinamento dei tre consiglieri fuoriusciti dalla lista Schittulli rappresenti una manovra di appoggio alle future regionali per Michele Emiliano, il quale rischia di sfidarsi proprio contro l’ex oncologo. Insomma un gioco di incastri e posizionamenti dove il “do ut des” appare come la formula vincente per ogni stagione politica. Il consiglio comunale è andato avanti senza alcun accordo e con un ordine del giorno che impegnerà i consiglieri in un lavoro incessante fino alla fine dell’anno.

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