Da largo Albicocca parte la campagna di Emiliano per il 2020: "Governo con i Cinquestelle? Si scusino con noi"

Il governatore pugliese ha avviato, nel cuore di Bari Vecchia, il percorso in vista delle Regionali del prossimo anno. Tra il pubblico gran parte i sindaci e gli amministratori locali del centrosinistra

Il palco nel cuore di largo Albicocca, stesso scenario della festa di luglio per i suoi 60 anni. Musica dance, Dire Straits e funk per l'attesa, Springsteen per la chiusura tra gli applausi degli alleati di governo, di coalizione e degli attivisti: Michele Emiliano riparte da Bari vecchia per la corsa alla rielezione come governatore della Puglia. In una calda domenica di fine ottobre, il presidente della Giunta regionale ha avviato ufficialmente, davanti a circa mille persone, la campagna elettorale in vista del primo 'ostacolo', quello delle Primarie del centrosinistra da svolgersi il prossimo 12 gennaio e che lo vedrà opposto ad Elena Gentile e Leo Palmisano. 

Pd e parte del centrosinistra in piazza

Ad ascoltarlo, i quattro sindaci dei capoluogo pugliesi governati dal centrosinistra, a cominciare dal primo cittadino di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro ("se il centrosinistra è unito non ce n'è per nessuno" ha affermato), assieme a Riccardo Rossi (Brindisi), Rinaldo Melucci (Taranto) e Carlo Salvemini (Lecce). Sul palco e attorno alla piazza, si sono alternati parlamentari (Assuntela Messina e il segretario regionale Pd Marco Lacarra), assieme a consiglieri regionali, comunali, assessori pugliesi e personalità come Massimo Cassano e Simeone Di Cagno Abbrescia che da qualche tempo sostengono il governatore che ha ampliato il perimetro del centrosinistra: "Siamo gente semplice - ha spiegato Emiliano appena giunto in largo Albicocca - che si pone di fronte alla gente con il massimo rispetto possibile. Da qui siamo partiti ed è cominciata la rivoluzione gentile della Puglia. Andremo avanti così". 

Plausi dal centrosinistra, critiche dalle opposizioni: le reazioni pugliesi

Il comizio di largo Albicocca: "Avanti con la rivoluzione gentile"

Ai Cinquestelle: "Ci chiedano scusa"

Emiliano ha ribadito la necessità di unire il centrosinistra e la regione: "Siamo la Puglia - ha detto - 258 città, Bari, Lecce, Foggia, Brindisi, Taranto", per poi ricordare Nichi Vendola e il suo lavoro nei due mandati precedenti: "Mi manca - ha affermato sul palco -  la sua leadership politico-umana ma non quelli che si sono serviti di lui". Poi, attacchi diretti e indiretti a M5S e centrodestra. Il governatore è molto chiaro nei confronti dei pentastellati e dell'ipotesi di alleanza giallo-rossa: "In Puglia sia chiaro una cosa - dice -, con quelli che prima dicevano una cosa e poi ne fanno un'altra noi la maggioranza al primo turno non la faremo mai, se non ci chiedono scusa per tutte le cose che hanno detto contro di noi per poi rimangiarsi tutto. Avevano detto che avrebbero spostato il gasdotto Tap, che avrebbero chiuso l'Ilva e non vogliono nemmeno aiutarci a decarbonizzarla. Con gente così al governo non ci vado, sia chiaro e noi vinciamo le elezioni anche senza di loro, vi travolgeremo, travolgeremo le loro bugie, le chiacchiere, le infamità che vanno raccontando".

"No all'arroganza dei potenti e delle lobby"

Quindi, due parole per le altre opposizioni, in particolare di centrodestra: "La mia vita è stata dedicata a ripristinare la legalità - dice - poi a costruirà la vita quotidiana. Quindici anni di lavoro, ripercorso in maniera sintetica, ringraziando tutti coloro che hanno fatto come me o più di me. Se gli altri sono capaci di salire su un palco e raccontare una storia cosi. Se non sono capaci, non cerchino altri mezzi, perché non riusciranno a vincere". Infine l'accusa ai potentati e a chi 'rema contro: "Siamo in mezzo alla strada a prenderci i fischi, siamo stati quelli dei diritti delle persone, che rifanno i pronto soccorso, siamo quelli che non accettano l'arroganza. La più brutta è quella dei potenti, dei ricchi e delle lobby: quelli del carbone non vogliono che io sia rieletto presidente". Gli applausi degli attivisti Pd e delle altre anime che compongono la futura coalizione sancisce la fine del primo round. In attesa dei prossimi, in casa del centrosinistra e non solo.

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