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Picaro lascia la Lega e approda al Gruppo Misto: "Scelte dittatoriali nei miei confronti. Il mio cuore batte sempre a destra"

L'ex capogruppo del Carroccio a Palazzo di Città, Michele Picaro, ha ufficialmente lasciato la compagine politica dopo la sfiducia degli altri consiglieri leghisti baresi che avevano nominato Pino Viggiano nuovo numero 1 del partito in aula Dalfino

“Nelle scorse ore ho protocollato alla presidenza del Consiglio comunale il mio passaggio al Gruppo Misto. La ritengo una scelta naturale e consequenziale all’indomani della decisione unilaterale presa dai miei ex colleghi della Lega, senza alcun tipo di confronto preventivo": l'ex capogruppo del Carroccio a Palazzo di Città, Michele Picaro, ha ufficialmente lasciato la compagine politica dopo la sfiducia degli altri consiglieri leghisti baresi che avevano nominato Pino Viggiano nuovo numero 1 del partito in aula Dalfino. Un pasticcio seguito alla lettera di 108 dirigenti e attivisti della Lega in Puglia (tra cui proprio Picaro) con cui dicevano no alla candidatura di Nuccio Altieri per la presidenza della Regione Puglia e la conseguente dura risposta di Matteo Salvini che respingeva con forza la richiesta.

Picaro ha annunciato il suo addio al gruppo leghista con un videomessaggio su Facebook: "Fa specie - dice riferendosi alla decisione degli ex colleghi - che accada in un partito che della collegialità ha sempre fatto la sua bussola. Ma evidentemente questa volta taluni esponenti hanno preferito procedere a colpi di blitz da vecchia repubblica piuttosto che avviare una riflessione interna e pacata su ciò che sta accadendo in proiezione delle prossime Regionali. Resto in ogni caso convintamente nello schieramento del centrodestra e sin da ora offro tutta la mia disponibilità all’intera coalizione, coesa e unita, per lavorare sul territorio e battere una sinistra che in quindici anni di governo regionale è stata solo capace di produrre disastri, proliferazione di poltrone e affossare settori essenziali come sanità, agricoltura e lavoro”.

"Il mio cuore batterà sempre e solo a destra"

Poi le stoccate dirette agli altri leghisti di Puglia e a Palazzo di Città: "Dopo oltre un anno di confronto e condivisione, è bastata una lettera di disaccordo per consentire al mio partito di attentare alle mie spalle" e di arrivare "alla sfiducia dall'incarico di capogruppo. Come se le proposte e le idee fossero una minaccia. Come se ogni nota fuori dal coro dovesse essere punita. Tutto questo mi consente di comprendere al meglio la realtà e di lottare fino in fondo per i miei valori. E allora chiamatelo partito, coalizione, gruppo o semplciemente unione. Ma in tutto ciò che mi appartiene è imprescindibile il rispetto delle idee e la condivisione. Subire scelte dittatoriali non fa per me. lascio la Lega e lo dico con la chiarezza del coraggio, con la bellezza della libertà di ciò che si vuole essere". Infine la sottolineatura ai suoi elettori e al resto della coalizione: "Il mio cuore batteva, batte e batterà sempre e solo a destra".

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