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Ospedale Molfetta, "tagli inappropriati e dannosi". Il sindaco Natalicchio: "Colpiti reparti produttivi"

Attesa per la decisione sulle sorti del nosocomio, per il quale il piano di riordino prevede un ridimensionamento. Il sindaco Paola Natalicchio torna a spiegare le ragioni della protesta e lancia la sua proposta: la Regione, anziché tagliare, garantisca un finanziamento

Difendere e valorizzare l'ospedale di Molfetta, impedendo "l'evidente e incomprensibile declassamento in corso". Non si ferma la battaglia del Comune di Molfetta e del comitato civico contro il ridimensionamento del nosocomio cittadino previsto dal piano di riordino sanitario della Regione.

La decisione definitiva sulle sorti dell'ospedale potrebbe arrivare in questi giorni. Nella giornata di domani sulla questione dovrà esprimersi la Commissione Sanità del Consiglio regionale - il cui parere è obbligatorio ma non vincolante - che ha terminato le audizioni dei sindaci.

Intanto dei tagli previsti torna a parlare il sindaco di Molfetta, Paola Natalicchio, che nelle ultime settimane ha partecipato all'audizione dei Comuni con l'Anci e all'assemblea dei sindaci della Asl presentando lettere e documenti per dimostrare la produttività dei reparti destinati a scomparire.

"In tutte le sedi – spiega Natalicchio - ho a lungo insistito sulla assoluta inappropriatezza dei tagli subiti da Molfetta. Perdiamo un reparto storico e perfettamente funzionante di Urologia. Un ambulatorio di Pediatria attivo, specialistico, assai frequentato e indispensabile anche al nostro Pronto Soccorso, in un'area quella del nord barese con zero posti letto di Pediatria, che causerebbe un accentramento dei bisogni pediatrici sul capoluogo, sovraffollato e distante. Perdiamo ingiustificatamente 8 posti letto in Chirurgia, nonostante il reparto abbia i numeri di produttività più alti dell'intero barese. E anche il laboratorio di analisi, andando a rallentare così il buon funzionamento dei reparti e delle sale operatorie”.

Un altro taglio considerato "sconsiderato e inaccettabile" è quello della Cardiologia. "E' un reparto autonomo con 8 posti letto. I ricoveri sono, in media, uno al giorno: 368 nel 2015, 383 nel 2014. La presenza media di malati è stata di 5,25 al giorno nel 2015 e 5,81 nel 2014. I medici in servizio sono 8 e gli infermieri presenti in quantità adeguata ad assistere i malati del reparto.  Vengono effettuati circa 100 impianti all’anno di Pacemaker definitivi e Defibrillatori Automatici impiantabili (unico centro nel territorio del Nord barese), vengono eseguiti ogni anno circa 700 controlli di pacemaker e defibrillatori per pazienti residenti e non residenti (unico centro nel territorio del Nord barese) e circa 1000 ECG Dinamici delle 24 h e holter pressori. Nel 2015 sono state effettuate circa 26.000 prestazioni ambulatoriali per Pronto Soccorso, Reparti e pazienti afferenti tramite CUP. La Cardiologia di Molfetta è inserita nella rete STEMI per la diagnosi e la terapia dell’Infarto acuto a più alto rischio nonché nella rete Dipartimentale per le Sindromi Coronariche Acute, garantendo al cittadino assistenza efficace e tempestiva. Gli 8 posti della Cardiologia di Molfetta, da piano, sarebbero spostati all'Ospedale San Paolo di Bari ma è necessario salvare almeno una cardiologia nel nord barese e Molfetta ha una storia pluridecennale, una equipe rodata, numeri alti. A Corato il reparto ancora non esiste e i posti letto, ad oggi, si trovano in medicina interna". 

"La nostra richiesta - conclude Natalicchio - è semplice: salviamo l'ospedale così com'è finché non sarà costruito il nuovo ospedale del nord barese. Ogni scelta diversa sarà una mutilazione e renderà il nostro ospedale più insicuro e più vicino a una possibile chiusura nei prossimi anni. Non possiamo accettarlo. Chiediamo una cosa al presidente Emiliano: un finanziamento certo, subito. Servono 80 milioni di euro per partire. La Regione ci dia certezze".

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