Municipi, la maggioranza si compatta: “Ne bastano tre”

Il Pd non approva la delibera d'indirizzo presentata dall'assessore Giampaolo. Ferorelli: "Emiliano ha fallito". Tamborrino: "Non sconfessiamo nessuno, ma c'impegniamo a trasformare il decentramento in realtà"

Il progetto della giunta è stato rigettato: i municipi non saranno cinque ma tre. A sconfessare la delibera d’indirizzo del governo cittadino è stata la stessa maggioranza che, nel corso della sessione fiume del consiglio comunale di ieri, ha presentato un progetto alternativo a quello redatto dalla commissione al ramo insieme all’assessore comunale al decentramento, Mara Giampaolo. Il Pd cittadino non ha avuto alcun tipo di esitazione e, in modo compatto, ha deciso che la strada per un ripensamento complessivo dei confini amministrativi-politici della città debba prevedere una riduzione dei municipi da cinque (come proposto dalla delibera d’indirizzo) a tre. Un segnale chiaro che dai banchi del Consiglio giunge non solo al governo cittadino, ma anche all’opposizione con cui, a questo punto, si rende inimmaginabile alcun tipo di convergenza. Il centrodestra, infatti, proponeva una ripartizione a sei. “Sono segnali inequivocabili di come il progetto di decentramento del governo Emiliano sia un fallimento annunciato – afferma Mario Ferorelli, presidente della circoscrizione San Nicola- Murat - Hanno cambiato quattro assessori in due legislature, speso tanti soldi per sviluppare studi, analisi e comparazioni ma il risultato è un progetto che non sta in piedi. Tornare alle delegazioni di quartiere è la cosa migliore”.

“Nel corso della conferenza cittadina – continua Ferorelli – il sindaco Emiliano aveva avvisato i consiglieri comunali dicendo che con il trasferimento del 100% delle funzioni delegate ai municipi, sarebbe finito il tempo delle inaugurazioni. Una sorta di messaggio intimidatorio che ha messo in allarme molti consiglieri comunali”.

Anche il coordinatore delle opposizioni, Ninni Cea, ritiene che la cosa migliore sia ritornare alle vecchie delegazioni di quartiere, sopprimendo le circoscrizioni. “Non ci sono i soldi necessari e le persone sufficienti per concepire un’amministrazione del territorio con solo tre municipi, in alcuni casi più grandi della città di Lecce”. Le nove circoscrizioni saranno abolite, ma se i tempi dell’accordo dovessero prolungarsi è assai probabile che nel 2014 i baresi andranno a votare non solo per il futuro sindaco della città, ma anche per i presidenti delle diverse realtà circoscrizionali. Un’ipotesi che la segretaria cittadina del Pd, Anna Tamborrino, esclude: “Ci impegneremo in ogni modo per approvare questo progetto di decentramento che, ci teniamo a sottolinearlo, non sconfessa l’operato di Mara Giampaolo e della commissione”. La prossima settimana sarà convocata la direzione cittadina del Pd per cercare di approfondire ancora più nel merito il progetto presentato dalla maggioranza comunale. Ad inizio maggio si andrà a votare: i tempi stringono e il centrosinistra si deve mettere d’accordo sui confini da  dare ai nuovi municipi. “L’Ipres ha suggerito di seguire criteri di omogeneità demografica - conclude Tamborrino  - altri vorrebbero concentrarsi sulla omogeneità sociale, vediamo quale sintesi riusciremo a costruire e poi si andrà in consiglio a votare”.

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