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"No all'Italia senza le province", consiglio straordinario in via Spalato

Questa mattina nella sede della Provincia l'iniziativa promossa in tutta Italia dall'UPI per promuovere una riforma delle istituzioni di governo che consenta anche il rilancio delle Province

Consiglio straordinario questa mattina nella sede della Provincia di Bari per l'incontro "No all'Italia senza le Province". L'iniziativa è stata promossa a livello nazionale dall'Unione delle Province Italiane per presentare una serie di proposte volte a garantire il rilancio delle Province intese come strumento di partecipazione democratica dei cittadini nel governo del territorio.

Nel corso dell'incontro è stato approvato un ordine del giorno per chiedere la riforma dell'Ente, in risposta alle norme varate dal governo "escludendo - ha sottolineato il presidente della Provincia di Bari Schittulli - qualunque forma di confronto e preventiva condivisione con le Province". Tre i punti fondamentali sui quali la riforma delle istituzioni di governo proposta dall'UPI dovrebbe basarsi:

- intervento immediato di razionalizzazione delle Province attraverso la riduzione del numero delle amministrazioni ad un terzo: le Province dovrebbero registrare una popolazione complessiva non inferiore al milione di abitanti, attraverso accorpamenti tra le varie Province, mantenendo comunque saldo il principio democratico della rappresentanza dei territori con organi di governo direttamente eletti dai cittadini e non, invece, nominati dai partiti;
- ridefinizione e razionalizzazione delle funzioni delle Province in modo da lasciare alle stesse le funzioni di area vasta e relative deleghe da parte delle Regioni;
- eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali (agenzie, società, autorità, fondazioni, consorzi, ecc.) che svolgono impropriamente funzioni che dovrebbero essere esercitate dalle istituzioni democraticamente elette, così come previste dalla Costituzione.

Schittulli ha inoltre chiesto alle Regioni “di promuovere ricorsi di fronte alla Corte Costituzionale per l’incostituzionalità delle disposizioni contenute nel decreto legge 201/2011 che violano i principi costituzionali di autonomia e democrazia, peraltro in contrasto con la forma di Stato prevista dal titolo V parte II della Costituzione".

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