Sabato, 18 Settembre 2021
Politica

Manca il numero legale e la doppia preferenza di genere non può essere votata: ultimo Consiglio concluso tra le polemiche

L'Assemblea regionale è terminata intorno all'1.30 di ieri notte senza aver concluso la discussione degli oltre 1900 emendamenti, che di fatto hanno bloccato la proposta più importante

Alla fine dovrà pensarci il Governo. Si è conclusa all'una e mezza di ieri notte l'ultima seduta utile del Consiglio regionale per l'approvazione della doppia preferenza di genere. Bloccata da oltre 1900 emendamenti (in gran parte presentati dal centrodestra), la legge ha trovato anche un altro ostacolo: la mancanza del numero legale. In piena notte, infatti, il presidente dell'Assemblea Mario Loizzo ha dovuto sospendere la seduta, viste le tante sedute vuote nell'ultimo Consiglio della legislatura. 

In molti hanno abbandonato l'incontro dopo l'intervento del capogruppo Pd, Paolo Campo: "Piuttosto che stare qui a discutere del nulla - le sue parole riportate dall'agenzia Puglia Notizie - ha accusato il consigliere riferendosi ai 1950 emendamenti come causa del suo discorso - è meglio affidarsi a quanto il Governo nazionale farà, sostituendosi al Consiglio regionale in tema di doppia preferenza di genere". Una decisione che porterà sicuramente a molte proteste, visto che già da ieri mattina all'esterno della sede del Consiglio a Japigia erano riunite le associazioni di donne e il Comitato Pari opportunità per chiedere con forza l'approvazione della legge. 

Longo: "Farsa e obbrobrio"

"Avrebbe potuto essere una giornata storica invece abbiamo assistito attoniti a una farsa che ha scritto forse la peggior pagina di questa consiliatura: un obbrobrio". A dichiararlo è il vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, Peppino Longo, intervenuto sull'affossamento del ddl per la doppia preferenza di genere alle prossime elezioni. "Ancora una volta - rimarca - ha vinto l'ostruzionismo, hanno prevalso i giochetti di una politica che si ritenevano appartenere ormai alla preistoria ma che, a quanto pare, sono sempre attuali. Ha vinto l'ipocrisia di dichiarazioni dall'amaro quanto inutile sapore elettorale. Di certo, le pugliesi e i pugliesi si preparano a una tornata elettorale con regole che - in mancanza di un auspicabile intervento commissariale da parte del governo - sarà macchiata da grande ingiustizia contraria alle regole basilari della democrazia".

(Aggiornato alle 13.35)

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