Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

'Pasticcio' stadio San Nicola, le opposizioni: "Basta proroghe, tempo quasi scaduto"

Il centrodestra attacca l'assessore allo Sport: "Dopo il no dei revisori comunali non c'è nessuna delibera in Giunta o in Consiglio. Altissimo rischio contenzioso". Petruzzelli: "Tempesta in un bicchier d'acqua"

Da sinistra: Melini, Romito, Melchiorre, Carrieri

"Nessuna proposta di delibera pronta sul tavolo di Giunta e Consiglio per il nuovo affidamento con gara. Faremo la proroga della proroga?". Il Centrodestra, in conferenza stampa, attacca l'assessore cittadino allo Sport, Pietro Petruzzelli, sulla sempre più intricata vicenda della convenzione tra il Comune e l'Fc Bari 1908 sulla gestione dello Stadio San Nicola, il cui prolungamento di un anno, per l'appunto in proroga, scadrà a fine mese. Gli ultimi sviluppi hanno visto il parere negativo del Consiglio dei Revisori di Palazzo di Città alla delibera di indirizzo presentata dall'Assessorato allo Sport per far approdare in Consiglio comunale il bando di concessione quinquennale del gioiello di Renzo Piano: un triplice no per la mancanza del capitolato speciale sugli interventi di manutenzione straordinaria a carico del concessionario, l'assenza del piano economico-finanziario dell'intesa pluriennale e della disciplina della modalità di erogazione del servizio da parte proprio del concessionario.

Il rischio, secondo le opposizioni di Centrodestra, è arrivare al termine della proroga senza una soluzione all'articolo 3 della convenzione in vigore, che potrebbe esporre il Comune a contenziosi poiché, in caso di scadenza, la società calcistica potrebbe rivalersi su Palazzo di Città per richiedere i soldi spesi nella manutenzione straordinaria: "E' così impegnato ad occuparsi di maratone - afferma la consigliera Irma Melini (Scelgo Bari) - Petruzzelli che dimentica di rispondere alla Commissione Trasparenza e Controllo, che da due settimane attende anche una data per l'audizione utile a concludere l'approfondimento fatto sull'affidamento a terzi di tutte le strutture sportive del Comune".

"Fino ad oggi l'assessore allo sport è stato inadempiente e ne chiediamo le dimissioni - ha affermato invece il consigliere Fabio Romito (Misto) - Tra l'altro abbiamo anche il Della Vittoria che è un campo di margherite. Le uniche strutture sportive efficienti sono quelle legate ai privati. La città ha bisogno di spazi di aggregazione. L'amministrazione comunale fino ad oggi non ha fatto nulla per questo. Secondo il primo atto di convenzione le spese possono essere in qualche modo restituite. Così è disciplinato nell'accordo e può essere una causa di concessione. Come è saltato in testa al Comune di inserire una clausola simile?" 

L'assessore Petruzzelli ha replicato prontamente, in particolare sul 'no' dei revisori, ritenuto dai più una bocciatura vera e propria: "L'interlocuzione rientra nella normale dialettica che c'è sui diversi atti amministrativi nel percorso verso il Consiglio comunale. Su quel determinato parere c'è un fraintendimento che andremo ad approfondire. Nel rispetto della legge noi portiamo in aula una delibera di indirizzo in cui chiediamo al Consiglio un orientamento su come approvare la cessione del San Nicola. Ciò lo prevede il regolamento sugli impianti sportivi. Nella nota dei revisori, secondo me, ci sono aspetti tipicamente gestionali che non devono essere oggetto di discussione in Consiglio dove, comunque, si tornerà a valle dell'avviso pubblico per approvare formalmente lo schema di concessione. E' una tempesta in un bicchier d'acqua".

Una questione tecnica e non di poco conto, riguardante proprio la legittimità nel proporre, su questo tema, un atto come la delibera di indirizzo attraverso il Consiglio comunale e non la Giunta, come da prassi. A tal proposito, a stretto giro, è arrivato anche il chiarimento del presidente del Consiglio comunale, Di Rella: "Mi risulta strano - afferma - immaginare che il Consiglio possa limitarsi a dare solo l'indirizzo. I revisori non hanno respinto la richiesta di parere ma espresso delle osservazioni. Il Consiglio, a mio avviso, non può delegare competenze ad altri. L'atto non lo letto ma ritengo vi sia la necessità che la ripartizione e l'assessore effettuino un approfondimento giuridico anche con il segretario generale e il direttore generale del Comune"

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