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Petruzzelli, i lavoratori in protesta: "Finanziamenti e stabilizzazioni"

A pochi giorni dall'annuncio del commissariamento dell'ente Lirico Sinfonico, parte la mobilitazione dei dipendenti della Fondazione che, in un volantino, chiedono la solidarietà dei cittadini a sostegno del teatro e dell'occupazione

Maggiori finanziamenti e stabilizzazioni. Dopo una settimana alquanto movimentata, tra commissariamenti presunti e possibili, botte e risposte tra gli esponenti del consiglio di amministrazione, e riferimenti anche al ministero e agli ex sovrintendenti, i dipendenti della Fondazione Petruzzelli, stamattina, hanno chiesto “la solidarietà dei cittadini baresi a sostegno del teatro e dell’occupazione”.

Hanno prodotto un volantino in cui manifestano i problemi. Il loro attacco al ministero dei Beni Culturali è frontale: “Per destrutturare la Fondazione, si basa tutto sui concetti di precarietà e flessibilità dei lavoratori”. Questo, secondo il documento targato Cgil Slc, è traducibile “in un piano inserito in un disegno più ampio e sostenuto dal Ministero che, oltre ad aver commissariato l’ente barese la scorsa settimana, intravede nel lavoro precario il modello a cui dovrebbero ispirarsi anche tutti gli altri dipendenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche d’Italia”. Secondo i dipendenti del Petruzzelli, “chi ha queste idee è proprio la maggioranza del cda”.

Il sindacato, quindi, non si ferma e annuncia provvedimenti: “Scenderemo in piazza se necessario perché i lavoratori dell’ente per possono rimanere precari a vita”.

La Fondazione, quindi, nell’ultima settimana, si è trovata a dover risolvere più di un problema spinoso. Qualche giorno fa, il sindaco Emiliano, nella sua duplice veste di presidente dell'ente, infatti ha sollevato le tematiche che lasciano in stallo la Fondazione: dalla nomina del nuovo sovrintendente, a quello del commissario; dai presunti buchi in bilancio ai finanziamenti. Il punto è, secondo il primo cittadino, che “bisogna capire prima di tutto, come devono funzionare le Fondazioni”. Poi la sua attenzione si sposta su chi dovrebbe sostituire Giandomenico Vaccari, l’ex sovrintendente: “Il nodo da sciogliere  non è il nome di un nuovo sovrintendente, ma le condizioni in cui si ritroverebbe ad operare, come ha fatto Vaccari che ha costruito un’azienda sul niente esportandola nel mondo”. Secondo il sindaco, “il nome di Vaccari non piace a qualcuno al Ministero piuttosto che al ministro. Così attaccano la nostra Fondazione, la più virtuosa. Si vuole lanciare una battaglia al sistema delle Fondazioni liriche italiane facendo della precarietà del lavoro la regola aurea”. E sulla trasparenza della gestione, dice: “Chiederò al cda di non presentare alcuna controdeduzione alla richiesta di commissariamento del ministro in modo da accelerare ulteriormente la procedura di nomina. Così – garantisce - potranno essere eliminati tutti i dubbi sollevati sulla trasparenza della gestione della fondazione”.

Il suggerimento del sindaco per risolvere i buchi in bilancio, è quello di "ottenere un paio di milioni di euro, per risolvere i nostri problemi che riguardano fondamentalmente il rinnovo dei contratti”.

E sul commissariamento: “Quando ho chiesto al ministro di incontrarlo insieme agli altri soci pubblici della Fondazione per trovare una modalità di gestione, Ornaghi non lo ha fissato, anzi ha insistito perché nominassi un nuovo sovrintendente che sarebbe costretto a lavorare senza un budget preciso. A quel punto ho chiesto un commissario, un funzionario che si renda conto dei problemi concreti. E’ necessario anche un chiarimento con i sindacati nazionali del settore”. Conclude: “Se i sovrintendenti non dovessero subire tanti ricatti e conoscessero con esattezza l’ammontare del bilancio su cui contare sarebbero certamente più liberi”.
 

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