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Il Governo impugna proroga Piano casa della Puglia, critiche da destra e sinistra. L'assessora Maraschio: "Necessario cambio di passo"

L'esponente della Giunta regionale: "È necessario e urgente costruire una norma, su cui sono personalmente impegnata da mesi, che dia riferimenti certi ai comuni, agli imprenditori e ai cittadini"

Polemiche politiche, da ogni schieramento, dopo la decisione del governo di impugnare la proroga del Piano Casa della Regione Puglia (approvato a novembre scorso), come richiesto dal Ministero degli Affari Regionali dopo un parere del Ministero dei Beni Culturali. Tante le reazioni che mostrano differenti opinioni anche all'interno dei vari gruppi politici: "La decisione del governo di impugnare la proroga del Piano Casa richiede un cambio di passo in materia di urbanistica - spiega l'assessora regionale all'Ambiente, Anna Grazia Maraschio -. Il regime di proroga della norma lascia spazio a troppi dubbi, anche dal punto di vista legislativo, che la Puglia non può permettersi.  Per questo adesso è necessario e urgente voltare pagina. È necessario e urgente costruire una norma, su cui sono personalmente impegnata da mesi, che dia riferimenti certi ai comuni, agli imprenditori e ai cittadini. E soprattutto, una norma capace da un lato di tutelare l’immenso patrimonio storico, architettonico e naturalistico della Puglia, e dall’altro di rispondere alle legittime esigenze abitative. Si può fare e lo stiamo facendo, anche con l’aiuto della maggioranza".

Critiche alla decisione arrivano da ogni parte politica: “Non si può che essere fortemente contrariati  -  afferma il segretario regionale del Pd, Marco Lacarra - per la decisione del Ministero per gli Affari Regionali di accogliere le obiezioni del Ministero della Cultura e portare la legge pugliese che proroga il ‘Piano Casa’ davanti alla Corte costituzionale. I rilievi ministeriali si fondano, secondo noi, su presupposti erronei e marcatamente ideologici, mentre le approfondite argomentazioni offerte in risposta dai tecnci della Regione Puglia non sono state sufficientemente prese in considerazione. Il rischio è che, così facendo, si finisca per affossare uno strumento importantissimo per l’economia pugliese, che ha rappresentato un volano per il settore edili, favorendo la legalità e il lavoro e fermando il consumo di nuovo suolo. Ci continueremo a battere, come abbiamo fatto negli ultimi mesi, per far valere le nostre ragioni e salvare il ‘Piano Casa’. Stesso avviso anche per il collega democratico Ubaldo Pagano: "Con questa impugnazione - afferma si rischia di perdere un’altra occasione per essere vicini alle esigenze di cittadini e imprese, mantenendo in funzione uno strumento che ha già dimostrato la sua enorme utilità sotto tutti i punti di vista: economico, ambientale, occupazionale, di promozione della legalità. Già mesi fa, quando si paventava il ricorso alla Corte e il blocco della legge pugliese che proroga il Piano Casa al 2022, ci siamo opposti con forza chiedendo che le ragioni addotte alla decisione del Consiglio regionale pugliese fossero prese in giusta considerazione. Oggi ci imbattiamo in un altro ‘No’, sostenuto da motivi che sembrano più di matrice ideologica che fattuale. Grazie al ‘Piano Casa’ l’edilizia pugliese ha potuto lavorare di più e meglio in questi anni, dando lavoro a tante persone e consentendo da un lato la convergenza verso gli obiettivi di efficientamento energetico, e dall’altro di intervenire su edifici esistenti, senza consumare nuovo suolo. Per questo fatichiamo a comprendere le resistenze ministeriali e continueremo ad opporci in ogni sede utile",

Da Destra arrivano aspri commenti nei confronti della Maggioranza che governa la Puglia: "Da tempo chiediamo - dice Ignazio Zullo, capogruppo Fdi in Consiglio Regionale - che il governo Emiliano si distingua con politiche e non con il mercato delle vacche. Tempo c’è voluto ma oggi con molto favore apprendiamo che finalmente ci si rende conto, almeno per quello che ha manifestato l’assessore Maraschio, che il Consiglio Regionale non pu? essere impegnato nella redazione e votazione di emendamenti, cavilli e codicilli per poter rispondere a bisogni effettivi che attengono al soddisfacimento dei bisogni abitativi coniugati con la tutela del paesaggio e dell’ambiente. Finalmente l’Assessore Maraschio, dopo l’ennesimo intervento del Governo, si rende conto della necessità dio una revisione organica di tutta la materia urbanistica nella nostra regione come noi di Fratelli d’Italia sosteniamo da sempre". 

“Il virus della burocrazia colpisce ancora il nostro Paese - aggiungono il senatore della Lega, Roberto Marti e il capogruppo della Lega alla Regione Puglia, Davide Bellomo.. La decisione esclusivamente ideologica del Ministero degli Affari Regionali, d'intesa con quello dei Beni Culturali, che ha impugnato la legge sul Piano Casa approvata dal Consiglio Regionale della Puglia, va a bloccare, con effetti a dir poco devastanti, lo sviluppo e gli investimenti che quelle norme producono sul nostro territorio. Un danno incalcolabile per l'economia pugliese, specie in un  momento di emergenza come quello che viviamo, che non ha alcun fondamento legislativo".

Critici anche i consiglieri regionali di Forza Italia Stefano Lacatena, Giandiego Gatta, Paride Mazzotta e Vito De Palma: " 'Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare’: improvvisazione alle stelle e assenza di qualsiasi indirizzo di programmazione da parte dell’assessorato regionale - affermano - . E’ per questo che il governo nazionale ha dovuto impugnare la legge del Piano Casa. Il ricorso alla Consulta è la naturale conseguenza degli errori e delle omissioni di chi guida l’Urbanistica nella Regione Puglia, producendo danni incalcolabili all’economia nostrana. La Regione Puglia, a causa dell’assenza di programmazione di chi guida il settore in Giunta, è diventata un interlocutore inaffidabile per il governo. Di qui, il cortocircuito: non c’è stato dialogo istituzionale e le dichiarazioni dell’assessore sono incredibili e paradossali. Proprio oggi, dopo il ricorso, qualcuno si sveglia, apre gli occhi e dichiara che sia necessario un cambio di passo".

Il M5S, invece, esprime la sua opinione attraverso il vicepresidente del Consiglio pugliese, Cristian Casili: “La decisione del ministero per gli Affari Regionali di accogliere la richiesta di impugnativa della proroga del Piano casa dinanzi alla Corte costituzionale, avanzata dai Ministeri della Cultura e delle Infrastrutture non deve sorprenderci. È necessario un intervento organico e strutturale, di cui si parla da troppo tempo e che non possiamo più rimandare. Le continue proroghe - continua Casili - hanno contribuito a cristallizzare un assetto in deroga che va superato per far sì che il Piano Casa trovi applicazione nel rispetto della normativa nazionale e dei principi posti a fondamento della pianificazione urbanistica per garantire la sostenibilità degli interventi edificatori. Abbiamo condiviso negli anni la misura del e votato le successive proroghe per senso di responsabilità e perché la riteniamo uno strumento utile per rilanciare l'economia e migliorare la qualità architettonica, energetica e ambientale del patrimonio edilizio esistente, in modo da contrastare il consumo di suolo. Al tempo stesso ne abbiamo denunciato le storture e i numerosi interventi derogatori della pianificazione urbanistica, che in molti casi hanno snaturato la ratio della legge. Per questo abbiamo sempre chiesto una visione più organica della materia, opponendoci alle innovazioni normative finalizzate a consentire, attraverso questo strumento, qualsivoglia trasformazione edilizia. Le continue modifiche della norma non hanno fatto altro che produrre confusione e incertezze per le imprese, i professionisti del settore e gli stessi Comuni, appesantendo aspetti che invece andrebbero semplificati. Offriremo il nostro contributo affinché la Regione abbia finalmente uno strumento organico e definitivo che dissipi qualsiasi incertezza e dubbio in un quadro normativo che negli ultimi anni si è dimostrato sempre più confuso e pasticciato” conclude Casili.

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