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Recovery Fund, la proposta di Pisicchio: "Usare fondi per progetti di rigenerazione urbana e aprire confronto con la comunità"

L'esponente di Senso Civico lancia la sua idea per l'utilizzo delle risorse, chiedendo un coinvolgimento diretto dei cittadini pugliesi

“Il dibattito sulle risorse del recovery fund da destinare alla Puglia appassiona poco se non ha dei punti di caduta certi. Dopo gli incontri istituzionali che il Presidente della Regione ed il suo Capo di Gabinetto Stefanazzi hanno avuto con le rappresentanze sindacali e delle categorie datoriali, e dopo quello insieme all’assessore Piemontese con i capigruppo della maggioranza, è impensabile non legare a quelle risorse progetti concreti e realizzabili. E’ giusto fare una battaglia a difesa delle risorse da destinare a tutto il sud ed alla Puglia, ma oggettivamente va fatta chiarezza sugli obiettivi strategici per i quali utilizzarle. Per esempio sarebbe utile scorrere graduatorie di iniziative già cantierabili così da offrire una visione di futuro bene definita e, al contempo, far ripartire pezzi di economia. Occorre riflettere sul post emergenza pandemia, per fronteggiare l’emergenza economica. Abbiamo il dovere di dare risposte a tutte quelle categorie che, oltre ai ristori, aspettano di poter riprendere le attività e dare vita ad una vera e propria rinascita.”  

Alfonso Pisicchio, esponente di Senso Civico ed ex assessore regionale all'Urbanistica, lancia la sua proposta per l'utilizzo delle risorse del Recovery Fund.     

“La rigenerazione del tessuto urbano - afferma Pisicchio in una nota - è un tema a me molto caro, che ritengo strategico per il futuro, ancora di più oggi, per favorire la ripartenza a seguito della pandemia. Ci sono regioni che ancora non hanno progetti per interventi non solo utili ma anche belli e strategici, e che hanno bisogno di idee, di prospettive, di progetti di qualità, per noi così non è.  La graduatoria relativa alla rigenerazione urbana, già parzialmente finanziata oltre che riqualificare e rigenerare il territorio, non solo dal punto di vista fisico ma anche sociale, creerebbe sviluppo economico, offrendo importanti opportunità di lavoro per molti anni. Inoltre molte comunità territoriali sono ancora in attesa che questa procedura si attivi.  Infatti, sono gli stessi comuni a chiedere che si vada a completare e far scorrere questa graduatoria. Trattandosi di progetti già approvati ed esecutivi, ritengo ci siano le condizioni strumentali perché anche con il recovery fund, si possano integrare esigenze prospettiche e esigenze immediate, cioè procediamo a realizzare e finanziare quanto già abbiamo nell’immediato, per poi occuparci di tutti quei.  Il ruolo dell’edilizia può rivelarsi determinante per consentire una nuova visione di comunità, costruendo il bene sociale e creando occupazione. Non c’è più tempo, è urgente una vera politica di rilancio, di svolta per le prossime generazioni.  Oltre ad intervenire in emergenza sulle misure di sostegno e di assistenza, occorre creare lavoro, investire nel futuro e rimettere in moto la nostra comunità come tutto il Paese. I giovani stanno infatti pagando il prezzo più elevato di questa crisi: perdita di occupazione, formazione a singhiozzo, pochi investimenti, nessun futuro. E’ necessario anche un confronto partecipato con la comunità pugliese per condividere una visione strategica del nostro futuro, perché discussioni di “Palazzo” possono non interessare.” 

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