Politica

Laforgia: “Lo striscione di Emiliano? Il Palazzo non andava toccato”

L'ex assessore alla Cultura: "La sua ironia non l'ha capita nessuno". Sel chiederà le dimissioni?: "Continueremo a svolgere con correttezza il nostro ruolo, il sindaco non butti il pallone in tribuna"

Dottor Laforgia, il sindaco Michele Emiliano è tornato sull’episodio dello striscione “bentornato Silvio”, affermando di essere molto divertito dalle reazioni del centrosinistra. Ieri ha addirittura deciso di mettere in vendita su Ebay il vessillo appeso sul balcone di Palazzo di Città. Cosa ne pensa?

"Anche io non apprezzo la politica seriosa, ma esigo che l’esercizio dei ruoli istituzionali e l’impegno per il bene comune sia una pratica serissima. Non giudico quanti hanno deciso di accorrere in piazza Prefettura per ascoltare Silvio Berlusconi, fa parte della dialettica democratica e guai se qualcuno mettesse in discussione questi appuntamenti. Ma credo che la politica sia una cosa seria e tale debba continuare ad essere. Per me è inaccettabile che il primo cittadino abbia usato il Palazzo per comunicare un messaggio personale. Si tratta di un utilizzo distorto dei luoghi dove la democrazia si esercita. Oserei dire un oltraggio.  Apparterrò ad una categoria di politici desueta, ma su questi aspetti credo che occorra grande responsabilità istituzionale".

Emiliano dice di essere stato ironico…

"Evidentemente, una ironia che pochi hanno compreso. Ma non voglio inseguire il sindaco su questi argomenti. Il tema è un altro: non si utilizzano i palazzi come ambienti personali. Sono stato da sempre educato ad avere una concezione alta dei luoghi della democrazia e non posso accettare questo uso personale del Palazzo comunale".

Il sindaco ha detto che se Sinistra ecologia e libertà chiederà le sue dimissioni, sarebbe pronto a lasciare…

"Nessuno ha messo in discussione nulla e questo atteggiamento del sindaco mi sembra, utilizzando una metafora calcistica, un buttare la palla in tribuna.  Noi continueremo a svolgere la nostra azione politica con correttezza, analizzando di volta in volta i provvedimenti e non facendo mancare le nostre valutazioni".

Da ex assessore alla Cultura, come valuta l’attuale situazione dei teatri baresi?

"Il Petruzzelli è stato commissariato per una serie di scelte dissennate. Ora speriamo che si apra un nuovo ciclo perché non è accettabile che uno dei maggiori orgogli della tradizione teatrale italiana fatichi a spiccare il volo. Quando vedo il Piccinni chiuso mi si chiude lo stomaco, perché penso che si sarebbe dovuta trovare una soluzione per operare il restauro senza rendere la stagione di prosa itinerante. Oggi, addirittura, leggo che il prossimo cartellone di prosa è in forse: spero sia solo uno scherzo".

Chi sarà il prossimo sindaco di Bari? Lei si candiderà?
"Io amo il mio mestiere di pediatra. Continuerò ad interessarmi di politica e non farò mai mancare il mio contributo. Per quanto mi riguarda non sono interessato all’incarico, ma certamente non farò mai mancare il mio impegno per rendere Bari una città migliore".

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