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Precari Arpa Puglia, "No alla mozione 64"

Riceviamo e pubblichiamo la nota del comitato 'Precari Arpa Puglia' in merito alla mozione 64 presentata ieri in Consiglio regionale, e relativa alla questione allo sblocco delle graduatorie Ripam e alla stabilizzazione del personale a tempo determinato della Regione Puglia

"I precari di ARPA Puglia reputano del tutto inaccettabile la mozione n. 64 presentata dai consiglieri regionali Pisicchio, Blasi, Liviano D'Arcangelo, Vizzino, Mazzarano, Lacarra, Borraccino, Zinni, Mennea, Turco, Pendinelli, Caracciolo, Cera, “Utilizzo e scorrimento delle graduatorie concorsuali vigenti e stabilizzazione del personale a tempo determinato della Regione Puglia”,  che verrà discussa il prossimo 30 maggio in Consiglio,  relativa all’utilizzo ed allo scorrimento delle graduatorie concorsuali “RIPAM Puglia” vigenti, nonché alla stabilizzazione del personale a tempo determinato della Regione Puglia.

Le graduatorie concorsuali Ripam Puglia, sono relative ad un concorso che la stessa bandiva nel 2014 per l’assuzione di 200 funzionari categoria D, al cui interno trovavano collocazione, però, solo un terzo dei precari della Regione su un totale di oltre 350 unità.

Ad oggi la Regione non ha ancora provveduto all’utilizzo della graduatoria in questione, ma la suddetta mozione ne richiede già la cessione.

La mozione 64, infatti, propone di “promuovere” la graduatoria del concorso Ripam (compresiva non solo di vincitori, ma anche di idonei) presso altri Enti, attivando accordi e redigendo atti di indirizzo a valere per l’anno 2016 per la Agenzie Regionali, gli Enti strumentali, le società a partecipazione regionale, insomma tutti gli enti della Regione Puglia, obbligando gli stessi a dotarsi di personale attraverso la ricollocazione del personale della Regione, non tenendo conto della presenza di personale anch’esso precario dei suddetti enti con reiterati rinnovi di contratti. L’Agenzia Regionale per la prevenzione e la Protezione dell’Ambiente (ARPA Puglia), ad esempio, ha già in organico n.106 unità impiegate a tempo determinato su un totale di 290 unità di comparto (oltre un terzo). Tutti impegnati, a seguito  di selezione pubbliche, per l’espletamento di attività operative e funzionali dell’Agenzia, formati ed altamente qualificati.

Oltre alla descritta situazione di precariato di questi Enti, fa riflettere come gli stessi, che in più di una occasione non sono stati classificati al pari della Regione tanto da non consentirne la stabilizzazione del personale precario attraverso la LR n.47/14, lo divengano all’occorrenza per sanare le situazioni del concorso Ripam  e del personale precario regionale. Delle due l’una: o anche il personale precario degli enti in questione ha diritto ad un processo di stabilizzazione in quanto ente regionale, al pari dei colleghi precari della Regione stessa, o questi enti, se non sono Regione, non possono essere obbligati a dotarsi di personale attingendo dalle suddette graduatorie regionali.

A ciò si aggiunga anche il fatto che i precari di ARPA Puglia hanno subito ad oggi anche l’assenza di coerenti piani di fabbisogno e relativi piani assunzionali da parte del Management di ARPA Puglia rispetto alle necessità operative dell’Agenzia (un atto già di per sé lesivo della dignità dei dipendenti a tempo determinato, che non contempla sino al 2018 tutte le posizioni e le relative funzioni del personale attualmente in servizio con contratto a tempo determinato, con il rischio che detto personale non potrà accedere a procedure concorsuali per assenza della relativa copertura finanziaria).

A maggior ragione ci si rammarica nel constatare, ancora una volta, come anche la politica, più che essere a servizio e tutela dei diritti del cittadino, strumentalizzi diritti fondamentali e basilari come il lavoro, soprassedendo sull’abuso dell’utilizzo del personale precario a tempo determinato oltre i 36 mesi, requisito ampiamente superato dal personale di ARPA Puglia. A tal proposito si rammenta soprattutto ai consiglieri in questione che la Corte di Giustizia Europea ha già ammonito il Legislatore Italiano per l'abuso di personale a tempo determinato e ha disposto, con la cosiddetta “Sentenza Mascolo” del 26 novembre 2014, la conversione del contratto della ricorrente da tempo determinato a tempo indeterminato.

Per tali motivazioni, esprimiamo a gran forza il nostro dissenso alla mozione presentata, e invitiamo, invece, la Regione a voler, in tempi brevi, predisporre adeguati strumenti normativi finalizzati a risolvere il problema dei precari di tutte le sue agenzie e dei suoi enti strumentali, prendendo esempio da quanto fatto dal Presidente della Repubblica Mattarella con il personale precario della stessa Presidenza, come da link che si riporta di seguito:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/11/precari-della-pa-contro-labuso-dei-contratti-a-termine-il-quirinale-ha-dato-il-buon-esempio/2715880/"
 

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