Primarie Pd, Ginefra: “Le deroghe? Saranno poche”

Il deputato barese: "Non saranno più di 10 su base nazionale, ma spero siano inseriti i giovani più meritevoli". Decaro candidato al Parlamento. "Una sua scelta, anche se i nomi che possono ricoprire il ruolo di sindaco sono davvero tanti"

Il regolamento è stato appena licenziato e le polemiche sono già iniziate. Le candidature ufficiali verranno presentate qualche ora prima delle primarie, ma i boatos nazionali già parlano di deroghe per consentire ad alcuni parlamentari di vecchio corso di entrare a far parte di una short list di candidati che non dovrà imbattersi nelle primarie del 29 e 30 dicembre prossimi. Di questo e altro ne abbiamo parlato con Dario Ginefra, deputato barese che, invece, sarà impegnato nella corsa al voto per ottenere un posto in lista.

A fronte di tempi così ristretti, ritiene che oggi puntare sulle primarie per i parlamentari sia una scelta giusta?
Sappiamo che sarebbe stato difficile e che avrebbe potuto generare delle difficoltà operative legate a tempi ristretti. Tuttavia è stato giusto rispettare un impegno che lo stesso Bersani ha assunto in campagna elettorale. Abbiamo voluto segnare un distacco politico forte nei confronti di una legge elettorale che non apprezziamo e che il nostro elettorato chiedeva di cambiare.

Si pensa a quote di riserva per permettere di far entrare nelle liste chi ha già 15 anni di incarichi pubblici. Non ritiene che questo possa rappresentare un autogol politico?
Ho chiesto anche pubblicamente che le primarie fossero l’unico strumento di selezione per comporre le liste. Credo tuttavia che Bersani si stia muovendo su un terreno assai complesso ma con la voglia di innovare dal profondo il sistema di reclutamento dei candidati. Le deroghe per chi ha più di tre mandati saranno al massimo 10  su base nazionale. Mi auguro che, come recita il nostro Statuto, siano nomine ispirate ai criteri del merito e della competenza.

Si sta discutendo di regole, poco di ricambio generazionale. Ci sarà?
Il Partito democratico ha in questi ultimi anni spinto verso una rigenerazione costante delle figure dirigenziali, pensiamo alle tante personalità giovani che sul territorio stanno svolgendo un grande lavoro d’innovazione. Mi auguro che Bersani possa utilizzare la quota di riserva anche per lanciare quei giovani che meritano di essere valorizzati attraverso una nuova esperienza politico-amministrativa. Vedremo.

Lei è uno dei deputati con il maggior numero di presenze e con un’attività parlamentare intensa. Questa è la sua prima esperienza, come la giudica?
Il giudizio politico lo lascio agli elettori. Quello personale è soddisfacente. Soprattutto perché mi sono impegnato a rendere operativa quella filiera politico-amministrativa che ha visto impegnati tutti i rappresentanti comunali e regionali del partito. Un esempio? Lo sblocco dei fondi per il nodo ferroviario, così come i soldi per l’accelerazione dei lavori sulla Bari-Napoli, discendono da un lavoro politico di collaborazione che io mi sono impegnato a traghettare in Parlamento. Credo con risultati positivi.

Fuori dal Palazzo c’è chi grida contro la casta. Sembra che anche le pensioni d’oro per i grandi funzionari pubblici troveranno un accordo trasversale.
Qualcosa è stato fatto, penso alla decurtazione del 30% degli stipendi per i parlamentari o al passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo che rappresenta una piccola rivoluzione rispetto al tema del vitalizio. Detto questo, trovo assurdo quella regola che permette la duplicazione degli introiti per chi nel corso della propria carriera abbia svolto più incarichi pubblici. Così come ritengo sia prioritario lavorare per ridurre la sproporzione che intercorre nella pubblica amministrazione tra gli stipendi delle figure apicali e tutto il resto del personale. Laddove dovessi essere rieletto m’impegnerò con forza per ridurre questo scarto e dare dignità al comparto della funzione pubblica.

Le primarie hanno prodotto una straordinaria voglia di partecipazione. Siamo alla vigilia di altre elezioni?  Antonio Decaro si candida, ma se così fosse la sua candidatura a sindaco sarebbe a rischio?
Vedremo, direi di non anticipare i tempi. Antonio ha fatto una scelta e pertanto va rispettato. Le personalità che possono concorrere alla candidatura di sindaco di Bari sono tantissime e in questo momento è giusto aspettare, anche per non rischiare “di bruciare” alcune delle opzioni. Dico però che Michele Emiliano e Nichi Vendola, che tanto bene hanno fatto e continuano a fare sia per Bari che per la Puglia, in questi ultimi mesi hanno speso fin troppe energie su questioni elettorali. Ora abbiamo le politiche, dopo capiremo se anche in Puglia sta per aprirsi un anno cruciale.

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