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Primo maggio, "E' qui la festa?": sit-in de L'Altra Europa con Tsipras

Il candidato alle europee Claudio Riccio e i suoi sostenitori in via Sparano, dove alcuni negozi hanno scelto di restare aperti, per un’azione di solidarietà con volantini e striscioni per divulgare le proposte della lista sul tema del lavoro

Claudio Riccio, candidato alle Europee nella lista "L'altra Europa con Tsipras"

"Oggi, 1° maggio per tantissimi lavoratori è un giorno come un altro,  costretti a lavorare dai ricatti quotidiani e dalla minaccia costante di perdere il lavoro. A tutte e tutti loro va tutta la nostra solidarietà. Per milioni di persone oggi c'è poco da festeggiare. Per questo con Claudio Riccio candidato alle elezioni europee nel collegio sud saremo davanti a Zara dalle 10 alle 11, in via Sparano per un’azione di solidarietà, con volantini e striscioni per divulgare le nostre proposte sul tema del lavoro e far sentire la nostra voce in una giornata così importante".

Questa l'iniziativa, annunciata in una nota, organizzata dal comitato barese de "L'Altra Europa con Tsipras" in occasione della Festa del Primo maggio.

"'È qui la festa?' ci chiediamo con lo striscione che apriremo davanti a una delle tante catene che costringerà i propri dipendenti a lavorare anche in quello che dovrebbe essere un giorno di festa e che tanti, sotto il ricatto costante della precarietà sono costretti ad accettare in silenzio. In Italia - si legge nel comunicato - il lavoro non c'è, e quando c'è questo è precario e mal pagato, mentre il 42,3% dei giovani italiani è disoccupato. Nonostante gli annunci da campagna elettorale il decreto Poletti, varato dal governo Renzi  non fa altro che cancellare le poche tutele rimaste, costringendoci a lavorare di più e guadagnare di meno, peggiorando persino la famigerata riforma Fornero".

"L'idea propugnata tra gli altri da Renzi che per risolvere il dramma della disoccupazione serva ridurre le tutele e aumentare la flessibilità è frutto di una posizione ideologica, infondata e vecchia. Altro che giovane innovatore dalla parte dei giovani, Renzi è un conservatore, che propone un'idea ottocentesca del lavoro. Tutto ciò non cade dal cielo. È la conseguenza delle politiche di austerità decise a livello europeo. Per questo siamo convinti che serva invertire davvero la rotta, per questo abbiamo dato vita al progetto dell’Altra Europa con Tsipras".

"Vogliamo la fine delle politiche di austerità e l'investimento sul lavoro, sull'innovazione, sul futuro. Serve un vero piano europeo per l'occupazione, che metta saperi e ambiente al centro dello sviluppo e crei nuovo posti di lavoro. Servono diritti, salari e contratti europei, che fermino la competizione al ribasso.  Serve un reddito minimo  come forma di welfare  universale che ci liberi dal ricatto della precarietà".

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