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Lunedì, 15 Agosto 2022
Politica

In Puglia una proposta di legge sul fine vita: ok della commissione sanità, la discussione passa in Consiglio

Il via libera con i voti contrari di FdI e due consiglieri regionali del Pd, astenuto il M5S. La pdl presentata dal consigliere Amati prevede che le strutture sanitarie pubbliche pugliesi assicurino assistenza per la morte indolore di malati terminali e cronici

Assicurare asssistenza sanitaria "per aiutare alla morte serena e indolore le persone malate in stato terminale o cronico, la cui condizione clinica è compatibile con il diritto al rifiuto del mantenimento artificiale in vita ai sensi dell’articolo 32, comma 2, della Costituzione". E' quanto prevede la proposta di legge approvata ieri dalla III commissione consiliare della Regione Puglia (Sanità) con il voto sfavorevole dei consiglieri di Fratelli di Italia, di due del Pd mentre il M5S si è astenuto. 

L’assistenza sanitaria, consistente in prestazioni e trattamenti clinicamente adeguati - è spiegato in una nota che illustra il contenuto della pdl - è assicurata a persone che siano capaci di assumere decisioni libere, consapevoli e abbiano espresso autonomamente e liberamente la volontà di accedere alle prestazioni e ai trattamenti, con le modalità e gli strumenti più consoni alle condizioni cliniche;  siano affette da patologie irreversibili; siano tenute in vita con trattamenti di sostegno vitale; si trovino in condizione di sofferenze fisiche e psicologiche assolutamente intollerabili. Le condizioni e le modalità di accesso alle prestazioni e ai trattamenti previsti, sono verificate dalla struttura sanitaria interessata e previo parere del comitato etico territorialmente competente integrato da un medico palliativista, un neurologo, uno psicologo e un rappresentante delle professioni infermieristiche. Le strutture sanitarie e i comitati etici, sono comunque obbligati a offrire preventivamente al paziente concrete possibilità di accedere a cure palliative diverse dalla sedazione profonda, ove idonee a eliminare la condizione di sofferenza.

Amati (Pd): "Iniziativa che copre inerzia del Parlamento"

"È un'iniziativa con valore rilevante perché copre l'inerzia del Parlamento, scuote dall'indifferenza nei confronti della sofferenza irrimediabile e indirizza tutte le regioni italiane verso questa soluzione. A parte l'astensione senza motivazione dei Cinquestelle, mi spiace solo il voto contrario di Fratelli d'Italia e di due colleghi del mio stesso partito. Spero che nelle prossime ore possano rimeditare", commenta Fabiano Amati (Pd) firmatario della pdl.

Zullo (FdI): "La Regione non può sdoganare il diritto alla morte"

In una nota il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia, Ignazio Zullo, ha spiegato le ragioni del voto contrario alla proposta di legge: "Che il dibattito sul tema del "fine vita" sia da affrontare è un dato che non contesto - afferma Zullo - ma sdoganando il diritto alla morte con una legge regionale si va a sbattere contro un sicuro ricorso alla Corte Costituzionale perché la competenza non è delle Regioni ma dello Stato. Sono in gioco valori costituzionali quali la dignità della persona (art. 2), l'uguaglianza tra persone (art. 3), la libertà di autodeterminazione (art. 13) e diritto alla salute ( art. 32). In assenza di una legge cornice statale, la Regione non può permettersi di legiferare non avendone competenza. È una questione pregiudiziale che porremo con forza in Consiglio regionale". "La sofferenza non dobbiamo estirparla perché fa parte di noi ma dobbiamo alleviarla e dobbiamo chiederci se in Puglia sono efficienti i servizi di assistenza ai malati terminali e se siamo in grado di assicurare le cure palliative e la terapia del dolore. Io credo proprio di no. Se una Regione è incapace di sostenere la vita con i servizi sanitari e di integrazione socio-sanitaria, preferisce anteporre al sostegno, alla sofferenza e alla vita la soppressione della stessa, è pacifico che siamo in una Regione che non può dirsi progressista perché questo è regresso. Spero che l'Aula sia consapevole di essere di fronte ad un cavallo di Troia: sappiamo la porta che apre ma non immaginiamo il baratro valoriale in cui finiremo".

Lopalco (Articolo Uno): "Giusto aprire discussione in Consiglio regionale"

Voto favorevole è stato espresso da Pier Luigi Lopalco, presidente del Gruppo Misto e Consigliere di Articolo Uno: "Sbaglia chi sostiene che l’alternativa alla non concessione di tale diritto possa essere quella di garantire maggiori servizi, come più posti negli Hospice. Le carenze da questo punto di vista ci sono e sono sotto gli occhi di tutti, sarebbe inutile negarlo. Qui però stiamo parlando di un diritto, quello ad una morte dignitosa, indolore e serena. Ed io, guidato dalla mia coscienza, ho sempre creduto che negare un diritto – qualsiasi esso sia – non sia mai cosa buona e giusta. Per questo ho espresso parere favorevole e ho chiesto ai colleghi presenti di fare altrettanto".

La reazione della Conferenza episcopale pugliese

A proposito del primo via libera alla proposta di legge regionale sul fine vita, si registra anche la reazione della Cei pugliese: "Siamo ben consapevoli - si legge in una nota - della sensibilità e della delicatezza del tema che è di drammatica attualità e poiché riguarda la sacralità della vita, necessita di un percorso accurato da parte del legislatore, in un ampio confronto parlamentare che rappresenti il Paese e le reali necessità dei suoi cittadini, scevro da logiche di parte e possibili strumentalizzazioni. Ogni cittadino ha, al di sopra dei diversi “IUS” che gli si garantiscono, quello che si può riassumere nello “IUS VITAE”, ovvero la tutela da ogni attentato contro di essa e la garanzia che la Comunità se ne prenda cura, non ricorrendo a formule parziali quando non vi riesca. Riteniamo che ogni tentativo di giungere al fine suddetto, senza aver posto in atto le opportune garanzie di assistenza e ausilio, non è confacente con il rispetto della persona". "Esortiamo, quindi, ad una prudenziale valutazione della realtà senza assolvere le inadempienze finora registrate con percorsi legislativi di ripiego che rischiano di non essere rimedi efficaci a livello scientifico e umano".

 
 

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