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Sentenza Punta Perotti, Emiliano: "La Corte europea riconosce che il Comune non deve nulla"

Il sindaco commenta la sentenza della Corte di Strasburgo che ha obbligato il governo italiano a risarcire con 49 milioni di euro i costruttori del complesso edilizio che avevavo presentato ricorso contro la confisca della struttura

"Finalmente la Corte Europea riporta giustizia ed equità riconoscendo che il Comune di Bari non deve alcun risarcimento a nessuno. È stata solo una legge nazionale sbagliata a determinare una confisca senza condanna, fatto questo contrario alla Carta europea dei diritti dell’uomo".

Così il sindaco di Bari Michele Emiliano ha accolto e commentato la sentenza della Corte Europea di Strasburgo che ha condannato oggi lo Stato italiano a versare 49 milioni euro alle tre società costruttrici di Punta Perotti a titolo di risarcimento. I giudici europei hanno infatti accolto il ricorso dei costruttori, i quali avevano ritenuto ingiusto il provvedimento di confisca (il complesso fu poi abbattuto nel 2006), nonostante non ci fosse stata nessuna condanna per abusivismo edilizio, in quanto le licenze per costruire all'epoca furono regolarmente rilasciate dal Comune.

"Adesso - prosegue il sindaco nella note diffusa per commentare la sentenza - potrò incontrare i proprietari delle aree per definire con loro il destino del parco e le modalità con le quali garantire i loro diritti edificatori. I baresi devono sapere che il Comune di Bari non dovrà pagare alcun risarcimento, né potrà essere chiamato in causa dallo Stato italiano, meno che mai a titolo di rivalsa”.

Il Comune di Bari, infatti,- precisa la nota - non era parte di tale giudizio, perché ad essere chiamato in causa era lo Stato Italiano in relazione alla confisca dell’area disposta nel 2001 dalla Corte di Cassazione. "Per quanto riguarda la demolizione di Punta Perotti - si sottolinea poi nella nota - l’abbattimento resta un atto indiscusso di ripristino della legalità, e questo è stato riconosciuto tanto dal Governo, quanto dalla Corte Europea. Il Comune di Bari, abbattendo quegli edifici, non solo ha rispettato una sentenza della Cassazione, ma ha adempiuto ad una precisa norma del 2004 del Governo Berlusconi che imponeva la demolizione". "Il danno lamentato dai costruttori - si conclude - non è peraltro relativo alla demolizione, avvenuta oltre 5 anni dopo la presentazione del ricorso alla Corte Europea, ma esclusivamente alla confisca dei suoli.


 

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