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Fondi del Recovery Plan al Nord a discapito del Sud. L'appello di Carlucci: "Decaro, unisciti a noi per il bene del Paese"

Il sindaco di Acquaviva dell Fonti ha dormito per protesta in Comune, come già hanno fatto alcuni primi cittadini siciliani. Le risorse che l'Europa indirizzava per lo più al Mezzogiorno rischiano di finire al Settentrione: "È inaccettabile"

Davide Carlucci ha dormito una notte su una poltrona del Comune di Acquaviva delle Fonti. Il sindaco della cittadina murgiana lo ha fatto per protestare contro il progetto di ripartizione del Recovery Plan.

Perché?

“Doveva essere l’occasione per colmare le differenze tra Nord e Sud e invece rischia di essere un’occasione storica persa, che andrà solo ad aumentare il distacco. In base a ciò che l’Unione Europea indicava, al Mezzogiorno doveva essere destinato almeno il 60 per cento delle risorse. Servono per le infrastrutture, per le ferrovie, gli ospedali, le scuole, le università, e per i servizi sociali. Invece il governo sta applicando ben altro metodo, basato sulla popolazione, riducendo i fondi per il Sud tra il 37 e il 40 per cento al massimo. È insopportabile”.

È il primo sindaco che compie questo gesto in Puglia, ha ricevuto la solidarietà dei suoi colleghi?

“Molti sindaci siciliani hanno fatto la stessa cosa e sul tema ho sentito il sindaco di Reggio Calabria, Falcomatà. Il 25 saremo tutti a Napoli per un’iniziativa comune, accolti da Luigi De Magistris”.

E Decaro, presidente Anci?

“Non l’ho sentito riguardo questo tema”.

Le vorrebbe rivolgere un appello, per coinvolgerlo?

“Capisco la volontà di Antonio di mantenersi super partes e non sposare le istanze di alcuni territori rispetto ad altri, ma vorrei fargli comprendere che qui non stiamo parlando di interessi di una parte, di un singolo territorio. Ma di una questione centrale e storica, come del resto hanno dichiarato anche il presidente del Consiglio Mario Draghi e la ministra per il Sud Mara Carfagna. Ed è una questione che riguarda tutto il paese, non a caso Falcomatà ha utilizzato parole chiare in merito. Decaro potrebbe aiutare tutto il Sud a far capire al resto d’italia che non è una battaglia campanilistica ma che serve a tutta la nazione, se cresce il Mezzogiorno ne giova tutto il paese”.

L’analisi di Draghi e le osservazioni di Carfagna non la confortano?

“Sono convinto che siano consapevoli della situazione ma che abbiano le mani legate, ci sono troppi interessi di una parte della politica, di alcun partiti apertamente schierati col Nord ma anche all’interno dei partiti apparentemente distanti”.

Come si cura il grande malato Mezzogiorno?

“Superando la logica predominante degli anni 2 mila, quella che ha voluto premiare la produttività amministrativa e la meritocrazia senza rimuovere le condizioni di svantaggio del Mezzogiorno, non certo paritarie. In questo modo lo si condanna soltanto. Pensiamo per esempio che in Puglia abbiamo il più basso numero di dipendenti comunali pro capite di tutta Italia. Qui ad Acquaviva ne abbiamo 50 compresi i vigili urbani, a Feltre, comune con lo stesso numero di abitanti ce sono oltre 160. Questo pregiudica l’efficienza delle amministrazioni comunali. Per non parlare dei soldi destinati alla sanità. Qui nell’hub ci sono assessori e parenti all’accoglienza che fanno i volontari perché non c’è personale sanitario a sufficienza. Pensiamo alle nostre università, alle ferrovie, assenti, sottoutilizzate, a binario unico o senza alta velocità. E ancora ai servizi sociali. Si è fatta passare l’idea che se ci sono meno iscritti agli asili nido bisogna dare meno fondi ai Comuni, quando la carenza di domande è dovuta proprio alla carenza di strutture. Si pensi anche alle scuole e alla cultura. Qui da sempre arrivano meno risorse e bisogna arrangiarsi”.

Un gesto come il suo è sintomo di ira. Qual è la cosa che proprio non accetta di questa situazione?

“Provo rabbia davanti alla concezione rassegnata che l’Italia debba essere così, che il Mezzogiorno sia caratterizzato dal sottosviluppo per fatalità. Qualsiasi rivendicazione viene considerata localistica, territorialistica, e invece è una questione nazionale, frutto di logiche ben precise. De resto Draghi ha scattato una fotografia impietosa in merito”.

Riuscirete a ottenere i risultati sperati?

“Ce la metteremo tutta ma serve la collaborazione e la solidarietà di tutti, perché è un problema che riguarda tutti. Il movimento sta crescendo sempre più con l’adesione di più comuni e sindaci. Domenica 25 aprile siamo a Napoli per una tappa importante”.

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