ReD, respinti emendamenti M5S. I consiglieri: "Atto di prepotenza istituzionale"

I pentastellati contro la bocciatura degli emendamenti: "Respinti senza alcuna spiegazione, avevamo proposto di aiutare i poveri tagliando i privilegi della politica". Durante la discussione, i consiglieri hanno lasciato i banchi e non hanno partecipato alla votazione

"Avevamo proposto di aiutare i poveri tagliando i privilegi della politica, Loizzo (Pd) ha giudicato l'emendamento "inammissibile" senza alcune spiegazione". In una nota i consiglieri del Movimento 5 Stelle commentando quando avvenuto martedì pomeriggio in Consiglio regionale, durante la discussione per l'approvazione del Reddito di dignità.

IL VIDEO DIFFUSO DAL M5S: LOIZZO BOCCIA GLI EMENDAMENTI

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"Tra i tanti emendamenti migliorativi presentati per spirito di responsabilità ad una misura che nulla ha a che fare con il Reddito di cittadinanza del M5S - scrivono i pentastellati - abbiamo presentato anche una proposta di incremento del fondo a favore delle fasce deboli attraverso il taglio dei privilegi ai politici, cioè con riduzione delle nostre indennità e l’abolizione dei vitalizi per gli ex-consiglieri che oggi costano ai pugliesi decine di milioni di euro, proposta contenuta anche nella proposta di legge che presenteremo a breve. Questo perchè se si è intenzionati ad aiutare chi è più in difficoltà non si fa una misura che “dà ai poveri togliendo ai poveri”. "Appena il presidente del consiglio regionale Loizzo (PD) - proseguono - ha letto la nostra proposta, l'ha giudicata inammissibile rifiutandosi di fornirci qualsiasi tipo di spiegazione tecnica. Di fronte a questo ennesimo atto di prepotenza istituzionale abbiamo deciso pertanto di abbandonare l’aula non condividendo la gestione autarchica né del Governo regionale né della presidenza del consiglio regionale che sia su questo provvedimento come sul piano di riordino ospedaliero non ha dimostrato alcuno spirito di condivisione né rispetto per le nostre proposte".

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