Reddito di dignità, entro dicembre i primi tirocini. Dalla provincia di Bari settemila domande

La misura di contrasto alla povertà messa a punto dalla Regione partirà nelle prossime settimane con circa tremila beneficiari. 25.500 le richieste pervenute finora da tutta la Puglia. Emiliano: "Noi primi a lanciare il ReD"

Tremila tirocini pronti a partire entro il mese di dicembre, 25.500 domande finora pervenute da tutta la Puglia, quasi settemila delle quali (6.989 per la precisione, circa il 28,2% del totale) dalla provincia di Bari. E' il primo bilancio della fase di avvio del Reddito di dignità, la misura di contrasto alla povertà e inclusione sociale messa a punto dalla Regione.

A fare il punto su numeri e prossime fasi operative del ReD sono stati oggi in conferenza stampa il governatore Michele Emiliano, l’assessore al Welfare Salvatore Negro, Titti De Simone, consigliera del Presidente per l’attuazione del programma, e Anna Maria Candela, dirigente della sezione Welfare.

"Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto - ha affermato il presidente Emiliano - Siamo la prima regione italiana a lanciare il reddito di dignità, che consente di sostenere chi è in difficoltà e reinserirlo nel mondo del lavoro". 

Entro dicembre saranno avviati i primi beneficiari che avranno la possibilità di sottoscrivere con i Comuni i progetti di inclusione sociale con l’abbinamento a un progetto di tirocinio o di sussidiarietà, con la partenza del beneficio economico (fino a 600 euro mensili). L'obiettivo è quello di arrivare, entro la prima annualità, a 20.000 beneficiari.

"Buona" finora la risposta da parte dei privati per i tirocini. "Ci aspettiamo - ha dichiarato tuttavia Emiliano - che altre imprese diano la loro disponibilità ad effettuare i tirocini e possano dunque utilizzare questo strumento per ricercare la manodopera e le professionalità di cui hanno bisogno e che i Sindaci ancora di più spingano sulle piccole e medie imprese del territorio per ottenere queste disponibilità. È molto importante per noi che il reddito di dignità abbia costituito una sorta di sperimentazione anche per la misura nazionale Sia (Sistema di inclusione attiva nazionale, ndr), che in Puglia è assorbita nel ReD. Ringrazio tutti i protagonisti di questo percorso, gli uffici regionali, Innovapuglia, i Comuni, i sindacati, i Caf, le imprese, l’Università, l’Inps e in particolare l’Inps Puglia che ci sta dando una mano importantissima dal punto di vista organizzativo. Queste misure hanno infatti anche un problema di gestione che non deve assorbire più risorse del necessario".

"Nessuno può definire il ReD un’elemosina per i disoccupati – ha aggiunto l’assessore al Welfare Salvatore Negro – ma è una risposta concreta che si dà ai cittadini e che si realizza attraverso il loro reinserimento sociale e lavorativo". "Siamo soddisfatti per la risposta dei nostri cittadini, ma vogliamo fare di più. Per questo continueremo con il nostro giro in tutte le province pugliesi per illustrare la misura e soprattutto per sensibilizzare associazioni, imprese, mondo produttivo a creare sinergie”.

"La prima fase – ha detto De Simone – ha mosso i suoi passi alla fine di luglio e oggi presentiamo i dati dopo la partenza degli avvisi pubblici". "Oggi - ha spiegato - sappiamo che Red viene utilizzato dai working poors, i lavoratori poveri, che hanno un’età tra 30 e 45 anni di media, con titolo di studio e con figli a carico non necessariamente minori. Insomma, una fotografia di una classe media che ha bisogno di sostegno”.

"Abbiamo un trend in crescita, con 1.000 domande a settimana e stiamo riequilibrando le domande sul territorio - ha spiegato nel dettaglio Candela -  Finora abbiamo una media di 6 cittadini su mille che hanno presentato istanza. L’età media è di 44 anni: un numero che ricorre, visto che corrisponde a quella media di chi accede per la prima volta ai servizi della Caritas. La maggior parte delle domande riguarda cittadini che vivono in città grandi o in comunità periferiche, istruzione media (diplomati), con carichi familiari. Il beneficiario medio è insomma lontano dall’immagine del povero estremo senza fissa dimora, o dell’emarginato che vive solo senza risorse personali. La filiera sta funzionando: a tre mesi esatti dagli avvisi pubblici stiamo dando risposte, con tempi stringenti e vincolanti".

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